KBox, 28 maggio Roma (link)
// 21 May 2009 17:06
giovedì 28 maggio 2009 Roma
Knowledge Box - Spring 2009 - ROMA
Metodologie, Tecnologie ed Esperienze
di Knowledge Management
Un evento organizzato da it Consult, in collaborazione conMicrosoft
PRESENTAZIONE
Knowledge Box Spring 2009 è un convegno nazionale centrato sulla tematica del Knowledge Management. Aperto alla partecipazione di manager e ricercatori, affronta la Gestione della Conoscenza sia da un punto di vista teorico che metodologico, ponendo particolare attenzione alla presentazione di esperienze e tecnologie.
DOVE SI TIENE
Knowledge Box Spring 2009 si tiene dalle 9,30 alle 16 a Roma presso la sede di Confindustria - Viale dell'Astronomia, 30
REGISTRAZIONE
La partecipazione è GRATUITA previa compilazione del
MODULO DI REGISTRAZIONE
Determining the ROI of Enterprise 2.0 (link)
// 14 Apr 2009 12:14
Facebook, YouTube at work make better employees: study (link)
// 14 Apr 2009 11:09
Secondo uno studio australiano, usare i social network in generale durante l’orario di lavoro aumenta la produttività. L'aumento di efficienza di coloro che usano Internet sul lavoro per ragioni personali rispetto a coloro che non lo fanno è pari al 9%.
How much is that email contact worth? $948, say researchers (link)
// 14 Apr 2009 10:42
Uno studio di alcuni ricercatori IBM e MIT è riuscito a identificare una correlazione tra numero di contatti della propria rete professionale (tipicamente email) e la propria performance (in termini di stipendio), ottenendo anche un valore teorico per ogni contatto. Tra i key message: un rapporto forte e continuativo con il proprio manager, così come il network reach, portano a stipendi mediamente più alti.
Web 2.0 Expo 2009 (link)
// 09 Apr 2009 10:11
L'Enterprise 2.0 è sempre più di attualità negli USA, sopatutto i temi dell'appartenenza aperta e del social networking stanno raccogliendo molto più interesse che in Italia.
Crowdsourcing Examples (link)
// 08 Apr 2009 18:35
Interessante wiki che raccoglie le iniziative di crowdsourcing di 135 aziende, suddivise in quattro categorie: dai "semplici" forum a iniziative più strutturate di co-creazione o sulla personalizzazione.
The Facebook Generation vs. the Fortune 500 (link)
// 08 Apr 2009 18:10
Gary Hamel elenca 12 caratteristiche che le aziende dovrebbero avere per attirare i migliori talenti della Generazione F (generazione Facebook). Le caratteristiche concorrono a creare l'ambiente lavorativo che i giovani si aspettano di trovare e che riflettono il contesto sociale del Web.
Learning to Ride a Bike with Enterprise 2.0 (link)
// 19 Mar 2009 10:43
Enterprise 2.0 come risposta al bisogno degli individui e delle imprese di condividere e far emergere la conoscenza tacita.
Reversing the Enterprise 2.0 Pricing Model (link)
// 21 Feb 2009 17:37
Alcune interessanti considerazioni sui modelli di pricing applicati dai vendors di soluzioni Enterprise 2.0: se l' "effetto rete" fa sì che il valore generato da una piattaforma social enterpirse cresca al crescere del numero di utenti, perchè i vendor IT applicano spesso prezzi calanti con il numero degli utenti?
What’s different about enterprise social software? (link)
// 18 Feb 2009 12:22
Perchè una piattaforma di social network aziendale non può essere semplicemente una "copia" di quanto già accade sul web (ad esempio, il sempre più citato Facebook), ma deve invece essere pensata e adattata ad un contesto lavorativo e professionale.
Enterprise 2.0 2009 Conference (link)
// 13 Feb 2009 19:04
Al di là della segnalazione della conferenza, che immagino vi sia nota, pubblico questo link che riporta una definizione di Enterprise 2.0 letta come differenza dalla visione 1.0.
Come sempre questi confronti sono troppo netti, ma se vengono letti come linee evolutive allora risultano interessanti.
The Museum and the Zoo (link)
// 13 Feb 2009 17:40
Un paragone tra imprese 1.0 (musei), con le loro strutture formalizzate e "ingessate" e le imprese 2.0 (zoo), che si basa sulla convivenza di specie diverse, ognuna valorizzata e inserita nel suo habitat più congeniale, in costante evoluzione. Le implicazioni su organizzazioni, processi e management.
Long Tail of user participation in Wikipedia (link)
// 13 Feb 2009 16:56
Un'analisi sulla long tail "partecipativa" di Wikipedia.
Quantity or Quality? Measuring Enterprise 2.0 (link)
// 13 Feb 2009 16:52
Alcune considerazioni sulle possibili metriche di valutazione delle iniziative Enterprise 2.0, con un confronto tra approcci quantitativi e qualitativi.
The Birth of Enterprise 2.0 (link)
// 27 Jan 2009 12:49
Una delle prime definizioni (2006) di Enterprise 2.0 da parte di M.R. Rangaswami, tuttora ricca di spunti di riflessione.
Why Facebook and MySpace Won't Change the Workplace (link)
// 27 Jan 2009 12:44
L'opinione di Tom Davenport sul reale impatto di "fenomeni" come Facebook e MySpace sulle organizzazioni.
Enterprise Virtual Worlds More Effective Than Web Conferencing (link)
// 27 Jan 2009 12:41
Mondi virtuali 3D e videoconferenze: un'analisi comparata evidenzia come i mondi virtuali, pur scontando la non completa maturità tecnologica, abbiano un tasso di coinvolgimento molto superiore alla tradizionale web conference e risultino, in genere, la soluzione che offre il miglior rapporto costi/benefici.
Systems and humanity … (link)
// 16 Jan 2009 11:52
Interessante riflessione sulla necessità di pensare ogni sistema IT nell'ottica dei bisogni delle persone, al fine di ottenere un reale coinvolgimento nelle iniziative (specie se relative a business community).
Technology Populism: Risks & Rewards (link)
// 16 Jan 2009 11:44
Un'analisi molto completa del trend della consumerizzazione (Tech Populism, nell'accezione di Forrester). Rischi e opportunità per gli IT Manager.
Millenials - Ignore Them At Your Peril (link)
// 16 Jan 2009 11:37
Interessante analisi sul ruolo e sugli impatti che la generazione Y (1980-2000) avrà sulle imprese nei prossimi anni.
benefici qualitativi e finanziari dell’enterprise 2.0 (link)
// 06 Nov 2008 13:43
Tempo fa provai a condividere un esempio del ROI di un progetto di KM da un punto di vista *prettamente* qualitativo in modo divertente (lo spero). I benefici qualitativi di un progetto KM sono di per se *facilmente* misurabili in quanto hanno come parametro di misurazione il capitale umano, la gestione dell’organizzazione ed il time to market. Variabili come efficienza ed efficacia riescono a misurare bene il ritorno di un investimento in termini di infrastruttura organizzativa e tecnologia. Quello finanziario (economico) è enormemente più difficile da misurare, non perchè sia difficile *giustificarlo* ma perchè spesso agisce in modo trasversale all’organizzazione, quindi difficilmente calcolabile in *soldoni*. Se analizziamo ciò che significa il termine Enterprise 2.0 dal punto di vista *architetturale* non possiamo non considerare come le tecnologie, persone ed organizzazione siano al centro dell’obiettivo di questo paradigma, quindi: come giustificare in termini economici un investimento in questo senso? Come giustificare il risparmio in millisecondi da parte di una scuderia di Formula 1 che investe in queste tecnologie? Come calcolare il risparmio per ogni sacchetto di cemento da parte di una industria cementificia che investe sulla ri-organizzazione dei propri processi industriali?
nuovo approccio di lavoro al comune di verona
// 03 Nov 2008 21:36
nel comune di verona stiamo implementando un sistema di gestione dati georeferenziato; in pratica su un gis ciascun ufficio dovrà inserire i dati in suo possesso (urbanistici, edilizi, anagrafici, commerciali, sicurezza, mobilità, ecc) in modo che possano essere restituiti dinamicamente, aggiornati in tempo reale e letti secondo diverse possibili aggregazioni. della metodologia di lavoro si è parlato anche a com-pa, in uno spazio meeting lo scorso 22 ott. dedicato alla dimensione quartieri di verona, presentando una ricerca realizzata insieme a iulm. oltre che costituire uno strumento di lavoro interno a disposizione di operatori e decisori, il sistema potrà in futuro essere disponibile in modalità accessibile ed usabile anche a soggetti esterni.
quello che può sembrare una banalità in azienda, in una pubblica amminsitrazione molto settorializzata come la nostra, rappresenta invece un traguardo tecnico e culturale decisamente avanzato, se riusciremo a farne uno standard e non solo un momento di ricerca.
COMPA 2008 - Dall'eGovernment alla PA 2.0 (link)
// 20 Oct 2008 16:09
Vi segnalo che quest'anno al COMPA ci sarà uno spazio riservato alla diffusione dei risultati che l'Osservatorio Enterprise 2.0 ha prodotto fotografando il mondo della Pubblica Amministrazione.
Martedì 21 Ottobre 2008 Ore 14.35 – 15.50 Stefano Mainetti – Fondazione Politecnico di Milano Mariano Corso – Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano Maria Laura Prislei - Ispettore generale Capo per l'Informatizzazione della contabilità di Stato, Ragioneria Generale dello Stato “Cooperazione fra Ministeri: la dematerializzazione dell’attività di spesa da parte della Ragioneria Generale dello Stato” Carlo Ghezzi - EasyGov, Start up dell’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano Il dettaglio completo dell’evento è al seguente link http://www.compa.it/index.html?id=273&idsk=566&dett=1&intemplate=Y
Di seguito l’agenda dell’incontro:
Fiera Milano, Spazio Meeting, sala IA
“PA 2.0: i nuovi bisogni dei cittadini”
“PA 2.0 il cambiamento interno”
“Il caso della Provincia di Brescia”
Google could be superseded, says web inventor (link)
// 03 Jun 2008 15:55
Segnalo una sintetica intervista all'inventore del World Wide Web che illustra la propria visione sul futuro del Web. La posizione di Tim Berners-Lee sul Web 2.0 è nota e in questa intervista emerge chiaramente il potere innovativo del Web Semantico.
Enterprise 2.0
// 20 May 2008 09:35
Il numero di Maggio 2008 di ZeroUno dedica la Storia di Copertina (13 pagine) al tema dell'Enterprise 2.0. I risultati della nostra ricerca sono citati nell'articolo di apertura. Interessante l'intervista a Don Tapscott (http://en.wikipedia.org/wiki/Don_Tapscott) che conclude con questo messaggio: "Nulla è più potente di un'idea il cui tempo è venuto."
Enterprise 2.0 in Germany (link)
// 06 May 2008 10:11
La Ricerca è stata commissionata da CoreMedia a Berlacon Reasearch ed è stata pubblicata nel novembre 2007. E’ stata condotta una survey su 156 aziende tedesche con più di 150 dipendenti.
In Germania, il bisogno di strumenti a supporto della collaborazione e della gestione della conoscenza è aumentato significativamente nel 2007 in circa il 60% dei casi, ma solo il 40% di questi dimostra di aver introdotto tecnologie ICT che rispondono a questa necessità. Le funzioni interne alle aziende che richiedono maggiormente queste funzionalità sono il Marketing (62%), la divisione Risorse Umane (59%) e la divisone R&D (46%).
L’Enterprise 2.0 non è ancora molto diffuso ma circa la metà degli intervistati lo considera un elemento fondamentale per il futuro della propria azienda. Le barriere principali che ne impediscono la rapida diffusione sono da ricondursi ad una scarsa conoscenza dei benefici ottenibili (62%) e a problemi di sicurezza dell’informazione (53%).
Gli strumenti Enterprise 2.0 utilizzati sono gli RSS (34%), i Social network(27%), i project blog (26%), rating & raccomandation (19%), wiki (18%), personal blog(17%) e Social bookmarking (18%). La loro diffusione è però ristretta ad alcuni gruppi di lavoro o a specifiche aree funzionali e, in pochissimi casi, è stata riscontrata un’adozione a livello aziendale. I benefici percepiti da queste esperienze riguardano soprattutto la ricerca di esperti e conoscenza sia all’interno che all’esterno dell’azienda (37%) e l’innovazione generata dallo scambio di informazioni e sviluppo di idee innovative (38,5%).
Attualmente, il Marketing e la Comunicazione sono i principali sponsor dell’Enterprise 2.0 (48%) dal momento che ritengono che queste nuove tecnologie possano migliorare il rapporto con i clienti e generare maggiori ricavi. Altrettanto importante risulta essere la sponsorizzazione da parte del Top management (43%) e della funzione IT/CIO (41%). Grazie alle esperienza fatte dal Marketing, sta crescendo anche l’importanza degli strumenti Enterprise 2.0 a supporto dei processi interni: circa un terzo ritiene che sia possibile organizzare i processi e supportare la collaborazione in modo più efficiente utilizzando le nuove tecnologie.
Observatoire de l’Intranet (link)
// 15 Apr 2008 14:36
La ricerca è stata condotta da Observatoire de l’Intranet nel 2007 su un campione di circa 100 tra aziende e pubbliche amministrazioni francesi con l’obiettivo di analizzare le principali tendenze ed evoluzioni nell’ambito delle Intranet.
In Francia, le funzioni prioritarie della Intranet sono considerate ancora la gestione dell’informazione (69%) e il supporto alla comunicazione interna (50%). Nel 2007 hanno assunto un ruolo sempre più importante anche l’aspetto di collaborazione (38%) e di gestione della conoscenza (35%). I nuovi strumenti di Enteprise 2.0 stanno emergendo progressivamente nelle Intranet ma vi sono due barriere principali che ne ostacolano la piena adozione. Da una parte, la mancanza di conoscenza da parte delle aziende che le nuove tecnologie Web 2.0 sono già ampiamente utilizzate dai dipendenti nella propria vita privata, dall’altra, la forte implicazione organizzativa che deriva dall’introduzione dell’Enteprise 2.0.
Blog (12%) e Wiki (4%) sono utilizzati a supporto della comunicazione interna, RSS (19%) hanno funzione di coordinamento rendendo più efficiente lo scambio di informazioni, e, infine, vengono adottate alcune piattaforme per la condivisione di informazioni e documenti (31%) a supporto dei team di lavoro.
Il ROI del knowledge management (link)
// 09 Apr 2008 11:02
Ho aggiunto sul mio blog qualche spunto su come *calcolare* il ROI di una soluzione KM un pochino diversa dal normale... parliamone!
Il ROI del knowledge management
Per la serie “Show me the Money”! Quante volte si è pensato a cosa realmente ci torna indietro, in tasca, da un investimento economico in materia di knowledge? E se questo investimento è molto pesante, ha un impatto inziale *importante* sulla nostra economia aziendale, al *cosa* si aggiunge molto spesso il quando. Ovviamente, il come sta al fornitore del servizio o del software e se questo *come* sia il meno invasivo impatto nei confronti dell’organizzazione interna della nostra azienda allora ci possiamo dire: soddisfatti......continua
Steve Ballmer parla di web 2.0 a Milano il 23 Aprile (link)
// 02 Apr 2008 15:38
The New Language of Business: SOA & Web 2.0 (link)
// 28 Mar 2008 20:17
Segnalo questo interessante testo di Sandy Carter (Vice President, SOA & WebSphere Strategy, IBM) che affronta con un approccio orientato al business, il tema della componentizzazione dei SI. Il testo è focalizzato prevalentemente sulle SOA, ma valorizza in modo originale aspetti quali la flessibilità e la governance. Al Web 2.0 dedica purtroppo solo il capitolo 8, affrontando prevalentemente il tema della correlazione fra il tema delle SOA e del Web 2.0.
When NOT to Collaborate (or...When Collective Intelligence turns Stupid) (link)
// 28 Mar 2008 16:00
Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web (link)
// 19 Mar 2008 18:27
Primo rapporto di Ricerca dell'Osservatorio Enterprise 2.0, nato nel 2007 per iniziativa della School of Management del Politecnico di Milano, sulla base dell’eredità dell’Osservatorio Intranet e Nuovi Sistemi Informativi fondato nel 2002, dal quale eredita l’attenzione per gli impatti che i nuovi Sistemi Informativi hanno non soltanto sui processi, ma anche sulle persone all’interno dell’organizzazione e sulle loro relazioni.
La Ricerca ha previsto lo sviluppo di 70 studi di caso di imprese e Pubbliche Amministrazioni tra le più significative del nostro Paese, nonché l’analisi delle strategie tecnologiche dei principali vendor di tecnologia. Infine è stata realizzata una survey che ha coinvolto 65 Chief Information Officer (CIO) e ha permesso di comprendere la visione che i responsabili della direzione Sistemi Informativi hanno di questo fenomeno e dei suoi possibili impatti sul ruolo del CIO e, più in generale, sulla Governance dell’ICT all’interno dell’organizzazione.
Social networking "old Style"
// 17 Mar 2008 16:22
Segnalo a tutti i membri della community che Sabato 12 Aprile a Bologna ci sarà un pranzo tra partecipanti e docenti del percorso "Intranet ed Organizzazione - seconda edizione" organizzato due anni or sono dal MIP.
Visto che diversi dei partecipanti sono attivi anche sul tema dell'Enterprise 2.0, penso possa essere una buona occasione per ritrovarsi un po' alla vecchia maniera, ovvero tutti attorno ad un tavolo con su buon vino ed abbondante vino (o viceversa), per chiacchierare su cio' che piu' ci pare.
Questo e' il programma di massima:
- Ritrovo alle ore 12 c/o la stazione ferroviaria di Bologna
- Partenza verso le 12.30 per la Trattoria (in zona stazione o limitrofa)
- Dalle 13 alle 16 intensa attività sociale a sfondo enoganostronomico, con limitatissime parentesi serie, a discrezione dei partecipanti
- Ore 17 caldi saluti c/o la stazione ferroviaria di bologna
Chi e' interessato a partecipare e' pregato di contattare me o Stefano Mainetti entro venerdi' 4 Aprile, in modo da poter organizzare la cosa al meglio.
Evoluzione Tecnologica e Rivoluzione Culturale
// 14 Mar 2008 10:36
Vorrei prima di tutto complimentarmi con chi ha organizzato il Convegno del 12 Marzo per essere riuscito a coinvolgere ed interessare un così rilevante numero di aziende e persone che hanno partecipato all'evento di Mercoledì.
Uno spunto di riflessione su tutti può essere quello che se i temi fossero altri definirei atavico, fra aspetto tecnologico e aspetto culturale, cosa che secondo il mio modesto parere definisce anche il confine fra ciò che si può definire "Evoluzione" e ciò che rappresenta una vera e propria "Rivoluzione".
Come accade quando si parla di tecnologia, può essere legittimo pensare che nel giro di un anno, magari nel prossimo convegno, si affronteranno nuove soluzioni, nuove sigle, nuove architetture che per la loro caratteristica rapidità e costanza di introduzione sul mercato, rappresenteranno più un carattere evolutivo che una nuova rivoluzione.
E di evoluzione a mio avviso è solo possibile parlare se ad essere enfatizzate come "aspetti sconvolgenti" sono soluzioni tecnologiche che si avvicinano come risultato più a soluzioni "office automation" che alla dimensione partecipativa che il web 2.0 attua veicolando la vera rivoluzione che è identificabile con quello che si chiama UGC (User Generated Content) e che mette al centro della questione i contenuti generati dagli utenti, non la rete fisica.
Se parlo di "office automation" spero di non scandalizzare nessuno: non è un sminuire il valore della tecnologia, ma un restituirgli il suo vero valore innovativo.
Un esempio su tutti può essere dato dall'introduzione dei citati sistemi Mash Up e quindi dall'uso dei Widgets. La possibilità di vedere visualizzata su una mappa Google l'esatta collocazione del tuo cliente presente su una lista non è altro che la possibilità tecnologicamente avanzata di rendere immediata una ricerca che un tempo si sarebbe fatta con una lista di nomi e indirizzi scritta su un foglio e un Tuttocittà.
La rivoluzione offerta dall'UGC invece è qualcosa di più profondo e meno legata alla rapidità con cui vengono sfornate soluzioni tecnologiche (quindi rivoluzione e non continua evoluzione). Quello che è cambiato in maniera rivoluzionaria è stato il modo in cui le cose vengono fatte (cosa che in tutti i manuali di Corporate Communication viene identificata col termine "Cultura"), non gli strumenti o i tempi con cui esse vengono fatte. Per fare un esempio, il famoso cambio di paradigma, in questo senso rivoluzionario, si è avuto passando da un modo di lavorare di tipo "cooperativo" a quello che è universalmente riconosciuto come modello più creativo: quello "collaborativo", dove cioè tutti possono partecipare ai singoli sub task e per questo diverso dal patchwork che si ottiene con la semplice cooperazione.
Per giustificare questo post nell'area "segnalazioni" e al contempo continuare a "tifare" per la portata rivoluzionaria data dall'aspetto Culturale del fenomeno Enterprise 2.0, volevo segnalare la presenza, sul blog di Stewart Mader (Wikipatterns), di una serie che Stewart mi ha chiesto di condividere con i sui lettori e che presenta di giorno in giorno i presupposti culturali necessari in azienda affinché la scelta di adottare un wiki (come applicazione più rappresentativa del fenomeno E2.0) si riveli efficace per produrre innovazione.
Intranet 2.0 vs. Enterprise 2.0 (link)
// 11 Mar 2008 21:39
Non è importante che si chiami Intranet 2.0 o Enterprise 2.0. Blogging, wiking, podcasting, social bookmarking sono nuove tecnologie che fanno parte di un fenomeno che sta emergendo nelle organizzazioni e che può portare valore all’azienda creando un ambiente collaborativo.
Per ottenere reali benefici, è necessario però possedere già un piano comunicativo elaborato e una Intranet ben costruita e gestita. Senza queste premesse, difficilmente un blog potrà risolvere i problemi dell’azienda.
Inoltre, i nuovi strumenti possono innescare un’esplosione di contenuti e informazioni che vengono prodotti non più da una redazione ristretta, ma da tutte le persone. Per questo motivo, uno dei problemi principali da affrontare è quello di riuscire a gestire questa quantità di risorse in modo tale da garantire una ricerca delle informazioni efficace.
Questo non è solo un problema tecnologico relativo alla tipologia di motore di ricerca, ma soprattutto di formazione delle persone che devono imparare a categorizzare e archiviare in modo appropriato le informazioni attraverso per esempio l’utilizzo dei tag.
Case study: Avenue A/Razorfish (link)
// 27 Feb 2008 11:26
Numero unico. Il punto di arrivo della Unified Communication. (link)
// 25 Feb 2008 11:49
Ma andiamo con ordine.

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Ma per l'utente finale cosa cambia? Quali saranno i risultati percepiti?
Ci viene in aiuto una acquisizione di Google che, per ora solo negli Stati Uniti, permette agli utenti di beneficiare di un numero unico:

L'acquisizione è quella di Grand Central, avvenuta lo scorso 7 febbraio.
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Ma la cosa terribile, ora, è che grazie alla convergenza di piattaforme, Google sfrutta la modalità "Buzz marketing" dei blogger e li mette in condizione di spingere il servizio con il passa parola.

Mettiamola così. I blogger sono geek, i blogger amano la telefonia mobile e i servizi, in genere, di mobile communication. Saranno loro i primi ad adottare il numero unico e a farlo conoscere, come servizio utile, al resto degli utenti della rete?
Perchè sia chiaro. Anche questa nuova rivoluzione parte dalla rete e dal web!
ABC: an introduction to Enterprise 2.0 (link)
// 21 Feb 2008 15:31
Case study : Il Wiki al CERN di Ginevra
// 18 Feb 2008 17:00
Il CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca sul Nucleare)
noto ai più per l’acceleratore di particelle da dimensioni record che entrerà
in funzione nel 2008 (Large Hadron
Collider), per l’aver prodotto fin dal 1954 una folta lista di Premi Nobel,
nonché per aver partorito il World Wide Web, non è “semplicemente” un enorme laboratorio dove si
studiano le sub particelle atomiche.
Il CERN è anche e soprattutto un social network
internazionale di quasi 11.000 membri sparsi in 56 paesi e provenienti da 500
istituti che collaborano insieme per raggiungere un obiettivo comune, la
costruzione dell’LHC, ponendosi come scopo ultimo il progresso scientifico, la
ricerca e l’innovazione, anche in campi apparentemente distanti dalla fisica.
Il Wiki fa il suo ingresso al CERN già verso la fine del
2002, quando, scoperto questo nuovo strumento, già adottato con successo da un
gruppo di fisici finlandesi che collaboravano ad un esperimento dell’LHC, viene
introdotto in maniera virale, tramite passaparola all’interno di quasi tutti i
dipartimenti dell’organizzazione, fornendo un valido supporto al preesistente
sistema (Product Lifecycle Management) di gestione della documentazione
ufficiale prodotta.
L’approccio culturale di ciascun utilizzatore, da cui deriva il modo in cui esso viene usato nella pratica quotidiana, rimane comunque un fattore predominante. Ad esempio. Per qualcuno la possibilità di essere più autonomo nel reperire le informazioni di cui ha bisogno è un segno di “riduzione del contatto umano” (visione 1.0 del Wiki come KM database). Per altri la possibilità offerta dalla trasparenza del Wiki centrale, quindi la possibilità di “sbirciare” il lavoro degli altri gruppi, è l’opportunità di entrare in contatto con altri knowledge owner, favorendo pertanto (visione 2.0 del Wiki come piattaforma per il Conversational Knowledge Management) la creazione di comunità di pratica trasversali ai gruppi di lavoro predefiniti.
In today's knowledge-based economy, it pays to be an “information hub” (link)
// 15 Feb 2008 16:28
Una recente ricerca del MIT Center for Digital Business rivaluta fortemente l'impatto che le email possono avere sulla produttività.
I ricercatori hanno analizzato per 10 mesi il traffico email di un'azienda di recruiting. Sebbene il contenuto fosse criptato per proteggere la privacy delle singole persone, il team di ricerca ha potuto tracciare il flusso di determinate parole all'interno delle email e correlarlo ad indicatori di carico di lavoro individuali, tempo di completamento progetti e retribuzione - ricavandone una visione decisamente in controtendenza sulla produttività nell'Information Age.
Gli Information Worker la cui fitta rete di scambi via email permette di ricevere informazioni prima dei propri peers (o di ricevere una maggiore quantità con un maggior dettaglio) sono tendenzialmente più produttivi dei colleghi meno "connessi". In media queste persone, dette information hubs, portano infatti a termine più progetti in un dato periodo di tempo, generando più ricavi per la propria azienda.
Tra i key findings della ricerca:
- l'IT migliora la produttività perchè facilita il multitasking
- il multitasking può essere vantaggioso, ma esiste un limite superiore
- l'accesso a nuove informazioni porta benefici in termini di produttività
- lo scambio di email avviene con più frequenza tra persone che hanno interessi o progetti in comune
- un network di contatti ampio e variegato è associato ad una maggiore produttività
Il paper completo si può trovare qui.
Cases 2.0 (link)
// 15 Feb 2008 12:54
Cases 2.0 è una community che è stata promossa da Andrew McAfee nel luglio 2007 con l’obiettivo di raccogliere i più interessanti casi di Enteprise 2.0 presenti nel mondo. La piattaforma si basa su un wiki realizzato da Socialtext e chiunque si registri al sito può caricare casi di studio e commentare quelli presenti.
Peer production, work 2.0 and Web 2.0 (link)
// 15 Feb 2008 11:16
Vi segnalo questo interessante articolo di Esko Kilpi, finlandese e fondatore di una società che porta il suo nome, attiva nella ricerca e consulenza su "Knowledge Work and Digital Work Environments. http://www.intentac.org/Templates/File1.aspx?PageID=7239b035-0093-4bfd-ae4c-b099fff26936
Segnalo anche una iniziativa internazionale, l'accademia Intentac (www.intentac.org), di cui Kilpi fa parte, che raggruppa numerosi personaggi del mondo accademico e produttivo intorno al tema della Economia della Conoscenza, per stimolare lo scambio internazionale e la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.
Paolo Angelini
Cofimp - Bologna
MY MINUTES.ORG (link)
// 15 Feb 2008 11:12
Condivido questo interessante ed innovativo progetto web 2.0, i cui proventi sono utilizzati per sviluppare progetti innovativi web 2.0 in italia. Lascio a voi scoprire il modello di business.... straordinario... e pare funzioni... vende tempo (1 min 1 €)
L'innovazione del distretto (link)
// 14 Feb 2008 11:11
Segnalo questo testo di Riccardo Viale, presidente della Fondazione Rosselli, che interpreta le motivazioni che hanno portato alcuni distretti territoriali ad affermarsi nel confornto di altri. Fra le motivazioni, gioca un ruolo importantissimo la capacità delle aziende di "aprirsi" ad uno scambio continuo di conoscenze e di bisogni/servizi. Emerge chiaramente la centralità delle reti sociali e il limita derivante dalla burocratizzazione delle procedure. Trovo questo attinente alla nostra visione dell'Enterprise 2.0.
The Damnation of Eternal Beta (link)
// 12 Feb 2008 10:13
Il Web 2.0 propone un paradigma innovativo per lo sviluppo di applicazoni (si veda la segnalazione "Web development 2.0"). In particolare, la maggior disponibilità delle tecnologie e la possiblità di distribuirle in versone "eternal beta" apre interessanti scenari discussi sinteticamente in questo post.
Collaboration Rules (link)
// 12 Feb 2008 09:50
L’articolo mette in luce il successo di modelli collaborativi che stanno alla base dello sviluppo di sistemi operativi come Linux e del sistema di produzione Toyota Production System (TPS).
In entrambi i casi è presente una comunità di persone che lavorano utilizzando tecnologie per la collaborazione, rendendo i diversi progetti visibili a tutti e condividendo quindi la conoscenza sviluppata, fondando le relazioni reciproche sulla fiducia e sulla reputazione acquisita, e organizzandosi in team di lavoro modulari specializzati in piccoli e semplici task.
Come i mercati, le comunità di Toyota e Linux si organizzano autonomamente, ma senza l’utilizzo di contratti e transazioni economiche. Come la gerarchia, le comunità sfruttano transazioni a basso costo, ma i rispettivi membri possono appartenere a differenti gruppi e non sono costretti da specifici e predefiniti ruoli e responsabilità.
Le persone condividono un intento comune e la motivazione non dipende in primo luogo da incentivi monetari.
Wikipatterns (link)
// 08 Feb 2008 10:53
Wikipatterns è un sito che raccoglie le diverse esperienze di utilizzo di wiki con l’obiettivo di proporre una lista di strategie per introdurre con successo questo strumento all’interno di un’organizzazione. Il sito contiene una “cassetta degli attrezzi” (Patterns e Anti - Patterns) e una guida alla gestione delle diverse fasi di adozione di un wiki.
Il concetto di Pattern è stato coniato dall’architetto Christopher Alexander per indicare una regola che definisce alcune tecniche e modelli che possono essere adottati in uno specifico contesto per risolvere un determinato problema. L’Anti-pattern descrive invece situazioni ed episodi da evitare perchè possono ostacolare un’iniziativa wiki.
In questo senso, il sito offre una collezione di People patterns e anti-patterns, che riguardano i comportamenti delle persone, e Adoption patterns e anti-patterns che presentano possibili azioni di promozione all’utilizzo del wiki.
Working Together… When apart (link)
// 06 Feb 2008 11:49
I dipendenti delle aziende sono sempre più dislocati in tutto il mondo. Da qui l’esigenza di creare dei team virtuali, grazie all’utilizzo di opportune tecnologie di comunicazione e collaborazione, per permettere alle persone di lavorare insieme superando alcune barriere quali: il fuso orario diverso, le differenze culturali che possono procurare incomprensioni, l’impossibilità di incontrarsi di persona e sviluppare quel tipo di coinvolgimento reciproco che rende il team maggiormente produttivo.
In questo articolo vengono presentate “10 regole d’oro” per creare un team virtuale efficace, ricavate da un’analisi di 1500 team virtuali presenti in 15 aziende multinazionali.
- Implementare strumenti online di social networking facili da utilizzare per permettere alle persone di conoscersi e relazionarsi.
- Inserire nel team alcune persone che già si conoscono per facilitare il formarsi di relazioni.
- Identificare le persone che hanno contatti utili all’esterno del team.
- Incentivare le persone della propria organizzazione a conoscersi anche tra funzioni diversi.
- Organizzare le attività delle diverse persone in modo tale che possano lavorare anche parallelamente.
- Creare un workspace online sempre accessibile dove condividere informazioni e documenti.
- Incoraggiare le comunicazioni frequenti e rapide.
- Assegnare compiti sfidanti e interessanti per mantenere unito il team.
- Assicurarsi che gli obiettivi assegnati siano significativi per il team e l’azienda.
- Permettere e favorire l’inserimento anche di persone volontarie.
Web Development 2.0 (link)
// 05 Feb 2008 20:25
In questo post di Marc Hedlund viene affrontato il tema dello sviluppo di applicazioni 2.0. Il post è scrito in modo provocatorio e riesce a cogliere il nuovo "spirito" che anima gli sviluppatori 2.0. È molto interessante anche il dibattito che ne segue nei commenti. Il messaggio di Hedlund fornisce anche utili spunti per commentare la segnalazione "CIOs Want Suites For Web 2.0".
CIOs Want Suites For Web 2.0 (link)
// 04 Feb 2008 16:39
Questo è il secondo report di una survey condotta da Forrester nella prima parte del 2007 su 119 CIO di aziende con almeno 500 dipendenti.
Da questa ricerca emerge come il 71% degli intervistati afferma che sarebbe più interessato al Web 2.0 se potesse acquistare questi nuovi strumenti dai più importanti fornitori come Microsoft e IBM. Inoltre, il 74% preferirebbe trovare sul mercato dei pacchetti software completi contenenti tutti i più importanti strumenti come Blog, Wiki, Rss.
Questi risultati possono essere giustificati dal momento che i CIO pensano in un’ottica di implementazione globale di questi strumenti all’interno dell’azienda e hanno perciò bisogno della sicurezza e affidabilità dei più grandi marchi nel settore IT.
I maggiori vendor stanno iniziando ad offrire soluzioni di questo tipo. Per esempio IBM ha aggiunto alcuni strumenti di collaborazione nell’ultimo aggiornamento di Lotus Notes, mentre Sharepoint di Microsoft può essere un primo esempio di suite integrata di tipo Web 2.0. Spesso però, quando si ha a che fare con blog e wiki, la scelta di piccoli fornitori può essere considerata migliore in quanto possono fornire soluzioni specifiche a determinati bisogni, e possono essere implementate in azienda in modo semplice, veloce ed economico.
Quando l'innovazione porta benessere e prosperità (link)
// 31 Jan 2008 11:42
Suggerisco una riflessione su questo studio.
IMHO, non basta la
tecnologia abilitante. Non basta un esercito di geek! Non basta il
"consumo" tecnologico.
Se vogliamo che l'innovazione tecnologica
entri nel ciclo produttivo e determini benessere, è necessario
soddisfare bisogni reali. Ma, soprattutto, va capita, indirizzata e
sfruttata per le sue reali potenzialità che, ripeto, non sono il mero
consumo.
Lo studio si sofferma sull'analisi della connettività
(ovviamente wired e wireless) e quindi sull'abbattimento del digital
divide. E' un esempio tipico di come la larga banda DA SOLA non basti.
La tecnologia non basta.
Le aziende devono CAMBIARE per essere più produttive. Spostare i processi in rete. Solo allora i benefici si vedranno.
Lo
studio esamina anche l'alfebetizzazione e la conoscenza. Literacy e
skill competence! Su questo stendo un velo pietoso. L'ho sempre detto.
In Italia possiamo diffondere tecnologia a pioggia, ma se non
accompagniamo la tecnologia con la cultura digitale, non andremo da
nessuna parte.
Understanding and managing the mobile workforce (link)
// 31 Jan 2008 10:29
Il report si riferisce ad una ricerca condotta da Cisco nella prima parte del 2007 con l’obiettivo di analizzare le caratteristiche del moderno mobile worker di successo, come la personalità può influenzare il mobile working, e le principali difficoltà psicologiche che si trova ad affrontare.
Questo nuovo modello di lavoro si sta rapidamente diffondendo e riguarda circa un quarto della forza di lavoro globale. Presenta elevati tassi di crescita tanto che in USA si è stimato che circa il 70% dei lavoratori saranno soggetti a questo fenomeno entro il 2009.
La definizione di mobile worker presa in considerazione è quella dell’Electronic Commerce and Telework Trends (2000). Con il termine si intende una persona che lavora almeno 10 ore alla settimana lontano da casa e dal proprio ufficio di lavoro, utilizzando il computer per coordinare le proprie attività.
Dalla ricerca si evince come il mobile worker deve essere estroverso, in quanto si trova a rapportarsi spesso con persone non conosciute come i clienti, calmo e in grado di lavorare anche sotto pressione e in situazioni di stress, creativo e aperto a nuove esperienze dal momento che si opera spesso in ambienti non conosciuti, indipendente, autonomo nelle decisioni e capace di prendersi responsabilità per raggiungere gli obiettivi.
Le principali capacità che il mobile worker deve possedere riguardano invece la comunicazione e l’abilità nel pianificare e organizzare le proprie attività. In particolare deve essere in grado di utilizzare diversi canali comunicativi ed esprimersi in modo esplicito evitando incomprensioni dovute alla lontananza, e organizzare il proprio lavoro cercando di anticipare gli imprevisti, elementi tipici delle diverse situazioni con cui si deve continuamente conforntare.
Enterprise IT Departments Must Prepare for the Impact of 'Mashups' (link)
// 29 Jan 2008 12:29
Mash-up è un termine coniato dai Disk Jokey per indicare la
possibilità di eseguire in modo simultaneo due brani musicali su due differenti
piatti e mixarli per generare nuovi suoni. Negli ultimi anni, questo termine è
stato adottato dal mondo dell’ICT per indicare la possibilità di comporre nuove
applicazioni basandosi sul ricorso ad interfacce standard aperte (Open API)
appositamente offerte da altre applicazioni. Il risultato ottenibile è
un'applicazione che usa dei contenuti tratti da più sorgenti per creare quindi dei
servizi completamente nuovi.
La tecnica dei Mesh-up sta oggi rivoluzionando lo sviluppo
di applicazioni web, in quanto è relativamente semplice e richiede conoscenze
tecniche non particolarmente sofisticate. Visto il successo ha rapidamente
superato l’ambito del Web pubblico per raggiungere quello delle applicazioni
Enterprise.
In quest’ambito, i vantaggi evidenti sono però controbilanciati dai rischi derivanti le ricadute in termini di disponibilità, tempo di risposta, affidabilità, sicurezza, ... Gartner, in questo report (ID: G00151424), fornisce alcuni suggerimenti alle Direzioni IT utili per affrontare in modo consapevole il cambiamento in atto.
Top Enterprise Web 2.0 Predictions For 2008 (link)
// 28 Jan 2008 21:32
Enterprise 2.0: Fad or Future? (link)
// 28 Jan 2008 10:51
In questo report di Kpmg, l’autore Gary Matuszak cerca di spiegare come le tecnologie Web 2.0 possono aiutare le aziende ad affrontare le principali sfide manageriali del 21° secolo.
In primo luogo, Blog e wiki favoriscono una gestione e condivisione più efficace della conoscenza in modo che l’informazione non venga strutturata a priori, ma evolva in modo partecipativo in base alle diverse esigenze che si creano. In secondo luogo, i social software possono supportare i processi di problem solving permettendo a più persone, anche esterne all’azienda, di confrontarsi in modo continuo e in real time a costi nulli. Anche il processo di innovazione può trarre benefici dall’utilizzo di queste nuove tecnologie: spesso le aziende condividono online alcune informazioni sui propri prodotti aziendali, chiedendo poi agli utenti di partecipare attivamente nel migliorarne le caratteristiche.
Infine, il report elenca alcune delle possibili difficoltà all’adozione di strumenti Enterprise 2.0. Viene posta per esempio l’attenzione su come il social networking richieda un grosso numero di partecipanti e frequenti pubblicazioni di post per ottenere reali benefici. Oppure ci si chiede come sia possibile incentivare le persone a condividere il proprio sapere che spesso viene considerato come fonte del proprio potere personale. Infine si sottolinea la necessità di far comprendere ai propri dipendenti come queste tecnologie non siano frutto di un effetto moda ma apportino concreti vantaggi al loro lavoro.
Tutti a Udine! (link)
// 27 Jan 2008 18:47
STATEoftheNET è una conferenza articolata in due giorni. Si tiene a Udine, in Friuli Venezia Giulia, l’8 e il 9 febbraio 2008 presso il Centro Visionario (in via Asquini 33).
La prima edizione nasce con l’obiettivo di fare il punto sulla realtà di Internet in Italia e aprire un confronto rispetto a quanto avviene nel resto del mondo. Grazie al respiro internazionale dei temi e degli ospiti, STATEoftheNET intende accreditarsi nel calendario europeo dei convegni dedicati all’esplorazione delle implicazioni della Rete nell’economia, nella società e nella cultura.
La partecipazione alla conferenza è completamente gratuita, ma è necessario registrarsi in anticipo per garantirsi il posto in sala. La segreteria organizzativa è a disposizione dei partecipanti per prenotare eventuali pernottamenti negli alberghi convenzionati.
Patrocinata e sostenuta attivamente dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, STATEoftheNET è anche l’anteprima ufficiale di InnovaAction Fair, fiera dell’innovazione in programma sempre a Udine dal 14 al 17 febbraio 2008.
Lo staff di STATEoftheNET è composto da Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin, Sergio Maistrello, Silvia Zardini.
Efficiency gains and competitive pressures drive enterprise 2.0 adoption (link)
// 25 Jan 2008 18:41
Articolo scritto da Oliver Young sulla base dei risultati di una ricerca condotta da Forrester su un campione di 119 CIO di aziende con almeno 500 dipendenti. Dai dati emerge che l’attenzione si sta spostando sempre di più verso l’adozione di tecnologie Web 2.0 all’interno delle imprese. Del campione intervistato, 106 aziende utilizzano almeno uno dei nuovi strumenti.
Le principali ragioni che hanno spinto alla loro adozione riguardano l’aumento dell’efficienza attraverso il miglioramento della collaborazione tra le persone e la pressione competitiva, per la paura di non riuscire più a colmare il divario se non si inizia fin da subito ad implementarli.
Tra quelli che non hanno ancora adottato i nuovi strumenti le principali ragioni sono la percezione che le nuove tecnologie non siano necessarie e la presenza di progetti più importanti da implementare.
In 2008, Enterprise Web 2.0 goes mainstream (link)
// 23 Jan 2008 15:17
Il report analizza le diverse ripercussioni che le innovazioni apportate rispettivamente dal Web 1.0 e dal Web 2.0 hanno sul funzionamento interno dell’azienda. Nel primo caso gli impatti maggiori si sono avuti soprattutto a livello operativo rendendo più efficienti i processi di accesso alle informazioni e le comunicazioni (es. e-mail). Si ritiene invece che gli strumenti del Web 2.0 possano apportare maggiori benefici a un livello più alto di innovazione e miglioramento supportando efficacemente le interazioni e la collaborazione tra i dipendenti e i contatti esterni con partner, clienti e fornitori (es. Wiki, Social Network).
L’Enterprise 2.0 risulta quindi un cambiamento radicale che non si limita soltanto all’introduzione di nuove tecnologie, ma comporta anche un cambiamento organizzativo. Per questo motivo, le aziende devono definire la strategia e la tempistica di introduzione di questi nuovi strumenti valutando le proprie capacità di affrontare da una parte un cambiamento tecnologico, e dall’altra un cambiamento culturale.
Social Enterprise (link)
// 21 Jan 2008 10:04
SocialEnterprise.it è il primo blog italiano che si occupa in modo rilevante della tematica Enterprise 2.0. E’ stato realizzato da Emanuele Quintarelli che è attualmente responsabile ricerca e sviluppo sul Web 2.0 in Reed Business Information e che ha recentemente organizzato Web2Oltre, la prima conferenza italiana di taglio business su Web 2.0, Enterprise 2.0 ed evoluzioni del marketing.
In questo spazio vengono pubblicati importanti contributi sull’Enterprise 2.0 realizzati dallo stesso Emanuele, alcuni case study italiani e le recensioni dei principali convegni nel mondo riguardanti questa tematica.
Consumerizing the Enterprise Serendipity Technology (link)
// 18 Jan 2008 17:52
Il report realizzato da IDC analizza i più frequenti problemi riscontrati nell’utilizzo delle Intranet attuali. Tra questi vengono evidenziati il così detto “death by navigation” dovuto alla complessità e al tempo speso a navigare tra le pagine della Intranet per cercare le informazioni necessarie, l’inefficiente utilizzo della mail per le comunicazioni e il coordinamento interno, e infine la mancanza di servizi personalizzati.
L’adozione di concetti tipici del Web 2.0 come l’utilizzo di applicazioni user friendly e di interfacce personalizzate, la condivisone della conoscenza e la centralità della persona possono risolvere questi problemi creando uno spazio di lavoro più intuitivo ed efficiente che migliori la produttività, il coinvolgimento e la soddisfazione delle persone.
Una delle maggiori difficoltà all’adozione di questi strumenti è la sicurezza delle informazioni aziendali che vengono gestite in maniera più libera e diffusa.
Case study: Serena Software (link)
// 16 Jan 2008 13:10
Serena è uno dei leader nell'Application Lifecycle Management. L'azienda conta oltre 800 dipendenti ed opera a livello internazionale in 14 paesi.
Nel 2007 la rivisitazione della Intranet è coincisa con una decisa transizione verso l’utilizzo di social software tipici del Web 2.0, per favorire la condivisione di informazioni e la comunicazione tra le persone. In particolare, Serena ha scelto di realizzare la propria Corporate Intranet utilizzando un gruppo privato su Facebook e sfruttando le possibilità offerte per creare applicativi analoghi ai servizi tradizionali presenti su una Intranet. Si è utilizzato quindi Facebook come interfaccia di front-end collegata al sistema di content management garantendo la sicurezza dei dati tramite un firewall.
Serena ha deciso di adottare anche un gruppo pubblico, sempre su Facebook, per gestire le relazioni con i propri partner e clienti. I benefici di questa soluzione sono stati costi di sviluppo praticamente nulli, maggiore soddisfazione e retention dei dipendenti e legami più stretti tra le persone che lavorano nei diversi paesi.
Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network (link)
// 15 Jan 2008 14:51
Questo documento è volto a sintetizzare alcune teorie dietro alle soluzioni
di social networking. In particolare tenta di definire le dinamiche e i
processi per l'osservazione di fenomeni sociali in rete, nel tentativo di fornire
linee guida per la costruzione di un solido sistema di collaborazione.
Transforming your Intranet (link)
// 11 Jan 2008 23:48
Case Study: Motorola (link)
// 11 Jan 2008 23:16
Does Enterprise 2.0 imply a content democracy? (link)
// 11 Jan 2008 22:42
An adoption strategy for Social Software in the enterprise (link)
// 11 Jan 2008 22:39
Enterprise Web 2.0 (link)
// 11 Jan 2008 22:20
Blog personale di Dion Hinchcliffe, giornalista e fondatore della Hinchliffe & Co., società di consulenza sul web 2.0 per le imprese. Hinchcliffe ha costruito il suo successo sulla qualità dei suo modelli interpretativi del fenomeno Web 2.0 ed è uno dei lead thinkers a livello mondiale. Nel suo blog, condivide modelli interpretativi, casi di studio, e la sua opinione su temi caldi nel mercato tecnologico.
Case Study: Enel North America (link)
// 08 Jan 2008 11:25
Case Study: Dresdner Kleinwort Wasserstein (link)
// 06 Jan 2008 18:37
Dresdner Kleinwort Wasserstein è una banca d’investimenti con sede a Londra e Francoforte che attualmente ha un organico di 6000 dipendenti. Oltre alle sedi principali, DrKW ha uffici a New York, Parigi, Tokyo, Singapore, Honk Kong ed in Lussemburgo.
Il case study descrive il processo di adozione di un wiki in sostituzione alla precedente intranet aziendale. In primo luogo viene descritta dettagliatamente l’installazione del wiki e le motivazioni che ne hanno spinto l’introduzione; si mettono in secondo luogo in mostra i problemi riscontrati e gli ambiti di supporto del wiki all’interno della banca. Grande importanza è stata data all’uso di wiki come strumento di comunicazione interna fra i vari team: il wiki viene quindi utilizzato come uno spazio virtuale, in cui poter rendere noto quello su cui i vari team stanno lavorando e in che modo, oltre che "luogo" dove poter fare brainstorming e poter pubblicare documentazione e news, favorendo così lo sviluppo di nuove idee.
Vengono infine descritti i benefici e le principali criticità (in particolare, la resistenza al cambiamento) che una tecnologia come questa può dare all’interno di un contesto lavorativo come una banca.
How businesses are using Web 2.0: a McKinsey Global Survey (link)
// 06 Jan 2008 18:07
Analisi dei risultati di una survey condotta da McKinsey sull’utilizzo degli strumenti legati al Web 2.0 all’interno delle imprese. La survey ha coinvolto oltre 2800 manager nel mondo.
Web 2.0 goes corporate (link)
// 06 Jan 2008 18:05
Enterprise 2.0: the dawn of emergent collaboration (link)
// 06 Jan 2008 18:03
FastForward Blog (link)
// 06 Jan 2008 17:58
Blog inizialmente finalizzato alla sponsorizzazione dell’evento FASTForward a San Diego nel Febbraio 2007. Il successo del convegno e del blog sono stati una sorpresa per gli stessi autori, che hanno deciso di proseguire nella pubblicazione. Il blog è tutt’ora uno dei punti di riferimento nella blogosfera su gran parte delle tematiche relative al 2.0 applicato all’impresa.
The impact of Information Technology (IT) on businesses and their leaders (link)
// 06 Jan 2008 17:54
Le Intranet nelle banche italiane: l'emergere di una nuova era (link)
// 06 Jan 2008 17:36
Oltre le Intranet e i Portali: l'emergere dei Virtual Workspace (link)
// 06 Jan 2008 17:33
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