KBox, 28 maggio Roma (link)

// 21 May 2009 17:06

RP

giovedì 28 maggio 2009   Roma
Knowledge Box - Spring 2009 - ROMA 

Metodologie, Tecnologie ed Esperienze 
di Knowledge Management

Un evento organizzato da it Consult, in collaborazione conMicrosoft

PRESENTAZIONE
Knowledge Box Spring 2009 è un convegno nazionale centrato sulla tematica del Knowledge Management. Aperto alla partecipazione di manager e ricercatori, affronta la Gestione della Conoscenza sia da un punto di vista teorico che metodologico, ponendo particolare attenzione alla presentazione di esperienze e tecnologie.

DOVE SI TIENE
Knowledge Box Spring 2009 si tiene dalle 9,30 alle 16 a Roma presso la sede di Confindustria - Viale dell'Astronomia, 30

REGISTRAZIONE
La partecipazione è GRATUITA previa compilazione del 
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Determining the ROI of Enterprise 2.0 (link)

// 14 Apr 2009 12:14

redazione

Dion Hinchcliffe presenta un modello per determinare il ROI dell'Enterprise 2.0, sottolineando come spesso la difficoltà maggiore sia nel identificare gli effetti indiretti (di secondo e terzo ordine), gli stessi, però, dove si possono concentrare i maggiori benefici in termini assoluti.

Interessante risposta a questa visione nel post di Dennis Howlet.

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Facebook, YouTube at work make better employees: study (link)

// 14 Apr 2009 11:09

redazione

Secondo uno studio australiano, usare i social network in generale durante l’orario di lavoro aumenta la produttività. L'aumento di efficienza di coloro che usano Internet sul lavoro per ragioni personali rispetto a coloro che non lo fanno è pari al 9%.

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How much is that email contact worth? $948, say researchers (link)

// 14 Apr 2009 10:42

redazione

Uno studio di alcuni ricercatori IBM e MIT è riuscito a identificare una correlazione tra numero di contatti della propria rete professionale (tipicamente email) e la propria performance (in termini di stipendio), ottenendo anche un valore teorico per ogni contatto. Tra i key message: un rapporto forte e continuativo con il proprio manager, così come il network reach, portano a stipendi mediamente più alti.

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Web 2.0 Expo 2009 (link)

// 09 Apr 2009 10:11

Stefano.Mainetti

L'Enterprise 2.0 è sempre più di attualità negli USA, sopatutto i temi dell'appartenenza aperta e del social networking stanno raccogliendo molto più interesse che in Italia.

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Crowdsourcing Examples (link)

// 08 Apr 2009 18:35

redazione

Interessante wiki che raccoglie le iniziative di crowdsourcing di 135 aziende, suddivise in quattro categorie: dai "semplici" forum a iniziative più strutturate di co-creazione o sulla personalizzazione.

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The Facebook Generation vs. the Fortune 500 (link)

// 08 Apr 2009 18:10

redazione

Gary Hamel elenca 12 caratteristiche che le aziende dovrebbero avere per attirare i migliori talenti della Generazione F (generazione Facebook). Le caratteristiche concorrono a creare l'ambiente lavorativo che i giovani si aspettano di trovare e che riflettono il contesto sociale del Web.

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Learning to Ride a Bike with Enterprise 2.0 (link)

// 19 Mar 2009 10:43

redazione

Enterprise 2.0 come risposta al bisogno degli individui e delle imprese di condividere e far emergere la conoscenza tacita.

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I.T. 2.0 (link)

// 19 Mar 2009 10:38

redazione

Web 2.0, cloud computing, il trend della mobilità e della consumerizzazione dal punto di vista dell'IT: opportunità da cogliere e criticità.

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Reversing the Enterprise 2.0 Pricing Model (link)

// 21 Feb 2009 17:37

ficagna

Alcune interessanti considerazioni sui modelli di pricing applicati dai vendors di soluzioni Enterprise 2.0: se l' "effetto rete" fa sì che il valore generato da una piattaforma social enterpirse cresca al crescere del numero di utenti, perchè i vendor IT applicano spesso prezzi calanti con il numero degli utenti?

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What’s different about enterprise social software? (link)

// 18 Feb 2009 12:22

andrea.pesoli

Perchè una piattaforma di social network aziendale non può essere semplicemente una "copia" di quanto già accade sul web (ad esempio, il sempre più citato Facebook), ma deve invece essere pensata e adattata ad un contesto lavorativo e professionale.

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Enterprise 2.0 2009 Conference (link)

// 13 Feb 2009 19:04

Stefano.Mainetti

Al di là della segnalazione della conferenza, che immagino vi sia nota, pubblico questo link che riporta una definizione di Enterprise 2.0 letta come differenza dalla visione 1.0.
Come sempre questi confronti sono troppo netti, ma se vengono letti come linee evolutive allora risultano interessanti.

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The Museum and the Zoo (link)

// 13 Feb 2009 17:40

redazione

Un paragone tra imprese 1.0 (musei), con le loro strutture formalizzate e "ingessate" e le imprese 2.0 (zoo), che si basa sulla convivenza di specie diverse, ognuna valorizzata e inserita nel suo habitat più congeniale, in costante evoluzione. Le implicazioni su organizzazioni, processi e management.

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Long Tail of user participation in Wikipedia (link)

// 13 Feb 2009 16:56

redazione

Un'analisi sulla long tail "partecipativa" di Wikipedia.

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Quantity or Quality? Measuring Enterprise 2.0 (link)

// 13 Feb 2009 16:52

redazione

Alcune considerazioni sulle possibili metriche di valutazione delle iniziative Enterprise 2.0, con un confronto tra approcci quantitativi e qualitativi.

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The Birth of Enterprise 2.0 (link)

// 27 Jan 2009 12:49

redazione

Una delle prime definizioni (2006) di Enterprise 2.0 da parte di M.R. Rangaswami, tuttora ricca di spunti di riflessione.

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Why Facebook and MySpace Won't Change the Workplace (link)

// 27 Jan 2009 12:44

redazione

L'opinione di Tom Davenport sul reale impatto di "fenomeni" come Facebook e MySpace sulle organizzazioni.

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Enterprise Virtual Worlds More Effective Than Web Conferencing (link)

// 27 Jan 2009 12:41

redazione

Mondi virtuali 3D e videoconferenze: un'analisi comparata evidenzia come i mondi virtuali, pur scontando la non completa maturità tecnologica, abbiano un tasso di coinvolgimento molto superiore alla tradizionale web conference e risultino, in genere, la soluzione che offre il miglior rapporto costi/benefici.

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Systems and humanity … (link)

// 16 Jan 2009 11:52

redazione

Interessante riflessione sulla necessità di pensare ogni sistema IT nell'ottica dei bisogni delle persone, al fine di ottenere un reale coinvolgimento nelle iniziative (specie se relative a business community).

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Technology Populism: Risks & Rewards (link)

// 16 Jan 2009 11:44

redazione

Un'analisi molto completa del trend della consumerizzazione (Tech Populism, nell'accezione di Forrester). Rischi e opportunità per gli IT Manager.

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Millenials - Ignore Them At Your Peril (link)

// 16 Jan 2009 11:37

redazione

Interessante analisi sul ruolo e sugli impatti che la generazione Y (1980-2000) avrà sulle imprese nei prossimi anni.

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benefici qualitativi e finanziari dell’enterprise 2.0 (link)

// 06 Nov 2008 13:43

RP

Tempo fa provai a condividere un esempio del ROI di un progetto di KM da un punto di vista *prettamente* qualitativo in modo divertente (lo spero). I benefici qualitativi di un progetto KM sono di per se *facilmente* misurabili in quanto hanno come parametro di misurazione il capitale umano, la gestione dell’organizzazione ed il time to market. Variabili come efficienza ed efficacia riescono a misurare bene il ritorno di un investimento in termini di infrastruttura organizzativa e tecnologia. Quello finanziario (economico) è enormemente più difficile da misurare, non perchè sia difficile *giustificarlo* ma perchè spesso agisce in modo trasversale all’organizzazione, quindi difficilmente calcolabile in *soldoni*.

Se analizziamo ciò che significa il termine Enterprise 2.0 dal punto di vista *architetturale* non possiamo non considerare come le tecnologie, persone ed organizzazione siano al centro dell’obiettivo di questo paradigma, quindi: come giustificare in termini economici un investimento in questo senso? Come giustificare il risparmio in millisecondi da parte di una scuderia di Formula 1 che investe in queste tecnologie? Come calcolare il risparmio per ogni sacchetto di cemento da parte di una industria cementificia che investe sulla ri-organizzazione dei propri processi industriali?

continua su nonaka.eu

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nuovo approccio di lavoro al comune di verona

// 03 Nov 2008 21:36

gbaratta

nel comune di verona stiamo implementando un sistema di gestione dati georeferenziato; in pratica su un gis ciascun ufficio dovrà inserire i dati in suo possesso (urbanistici, edilizi, anagrafici, commerciali, sicurezza, mobilità, ecc) in modo che possano essere restituiti dinamicamente, aggiornati in tempo reale e letti secondo diverse possibili aggregazioni. della metodologia di lavoro si è parlato anche a com-pa, in uno spazio meeting lo scorso 22 ott. dedicato alla dimensione quartieri di verona, presentando una ricerca realizzata insieme a iulm. oltre che costituire uno strumento di lavoro interno a disposizione di operatori e decisori, il sistema potrà in futuro essere disponibile in modalità accessibile ed usabile anche a soggetti esterni.
quello che può sembrare una banalità in azienda, in una pubblica amminsitrazione molto settorializzata come la nostra, rappresenta invece un traguardo tecnico e culturale decisamente avanzato, se riusciremo a farne uno standard e non solo un momento di ricerca.

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COMPA 2008 - Dall'eGovernment alla PA 2.0 (link)

// 20 Oct 2008 16:09

claudia.pingue

Vi segnalo che quest'anno al COMPA ci sarà uno spazio riservato alla diffusione dei risultati che l'Osservatorio Enterprise 2.0 ha prodotto fotografando il mondo della Pubblica Amministrazione.


Di seguito l’agenda dell’incontro:

Fiera Milano, Spazio Meeting, sala IA

Martedì 21 Ottobre 2008

Ore 14.35 – 15.50

Stefano Mainetti – Fondazione Politecnico di Milano
“PA 2.0: i nuovi bisogni dei cittadini”

Mariano Corso – Dipartimento di Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano
“PA 2.0 il cambiamento interno”

Maria Laura Prislei - Ispettore generale Capo per l'Informatizzazione della contabilità di Stato, Ragioneria Generale dello Stato

“Cooperazione fra Ministeri: la dematerializzazione dell’attività di spesa da parte della Ragioneria Generale dello Stato”

Carlo Ghezzi - EasyGov, Start up dell’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano
“Il caso della Provincia di Brescia”

 

Il dettaglio completo dell’evento è al seguente link http://www.compa.it/index.html?id=273&idsk=566&dett=1&intemplate=Y


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Google could be superseded, says web inventor (link)

// 03 Jun 2008 15:55

Stefano.Mainetti

Segnalo una sintetica intervista all'inventore del World Wide Web che illustra la propria visione sul futuro del Web. La posizione di Tim Berners-Lee sul Web 2.0 è nota e in questa intervista emerge chiaramente il potere innovativo del Web Semantico.

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Enterprise 2.0

// 20 May 2008 09:35

Stefano.Mainetti

Il numero di Maggio 2008 di ZeroUno dedica la Storia di Copertina (13 pagine) al tema dell'Enterprise 2.0. I risultati della nostra ricerca sono citati nell'articolo di apertura. Interessante l'intervista a Don Tapscott (http://en.wikipedia.org/wiki/Don_Tapscott) che conclude con questo messaggio: "Nulla è più potente di un'idea il cui tempo è venuto."

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Enterprise 2.0 in Germany (link)

// 06 May 2008 10:11

redazione

La Ricerca è stata commissionata da CoreMedia a Berlacon Reasearch ed è stata pubblicata nel novembre 2007. E’ stata condotta una survey su 156 aziende tedesche con più di 150 dipendenti.
 
In Germania, il bisogno di strumenti a supporto della collaborazione e della gestione della conoscenza è aumentato significativamente nel 2007 in circa il 60% dei casi, ma solo il 40% di questi dimostra di aver introdotto tecnologie ICT che rispondono a questa necessità. Le funzioni interne alle aziende che richiedono maggiormente queste funzionalità sono il Marketing (62%), la divisione Risorse Umane (59%) e la divisone R&D (46%).

L’Enterprise 2.0 non è ancora molto diffuso ma circa la metà degli intervistati lo considera un elemento fondamentale per il futuro della propria azienda. Le barriere principali che ne impediscono la rapida diffusione sono da ricondursi ad una scarsa conoscenza dei benefici ottenibili (62%) e a problemi di sicurezza dell’informazione (53%).

Gli strumenti Enterprise 2.0 utilizzati sono gli RSS (34%), i Social network(27%), i project blog (26%), rating & raccomandation (19%), wiki (18%), personal blog(17%) e Social bookmarking (18%). La loro diffusione è però ristretta ad alcuni gruppi di lavoro o a specifiche aree funzionali e, in pochissimi casi, è stata riscontrata un’adozione a livello aziendale. I benefici percepiti da queste esperienze riguardano soprattutto la ricerca di esperti e conoscenza sia all’interno che all’esterno dell’azienda (37%) e l’innovazione generata dallo scambio di informazioni e sviluppo di idee innovative (38,5%).

Attualmente, il Marketing e la Comunicazione sono i principali sponsor dell’Enterprise 2.0 (48%) dal momento che ritengono che queste nuove tecnologie possano migliorare il rapporto con i clienti e generare maggiori ricavi. Altrettanto importante risulta essere la sponsorizzazione da parte del Top management (43%) e della funzione IT/CIO (41%). Grazie alle esperienza fatte dal Marketing, sta crescendo anche l’importanza degli strumenti Enterprise 2.0 a supporto dei processi interni: circa un terzo ritiene che sia possibile organizzare i processi e supportare la collaborazione in modo più efficiente utilizzando le nuove tecnologie.

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Did You Know 2.0 (link)

// 23 Apr 2008 19:57

Stefano.Mainetti

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3,7 milioni di visite nella prima versione, 1,6 in questa versione aggiornata: può valere la pena investire 8 minuti del proprio tempo.

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Observatoire de l’Intranet (link)

// 15 Apr 2008 14:36

redazione

La ricerca è stata condotta da Observatoire de l’Intranet nel 2007 su un campione di circa 100 tra aziende e pubbliche amministrazioni francesi con l’obiettivo di analizzare le principali tendenze ed evoluzioni nell’ambito delle Intranet.

In Francia, le funzioni prioritarie della Intranet sono considerate ancora la gestione dell’informazione (69%) e il supporto alla comunicazione interna (50%). Nel 2007 hanno assunto un ruolo sempre più importante anche l’aspetto di collaborazione (38%) e di gestione della conoscenza (35%). I nuovi strumenti di Enteprise 2.0 stanno emergendo progressivamente nelle Intranet ma vi sono due barriere principali che ne ostacolano la piena adozione. Da una parte, la mancanza di conoscenza da parte delle aziende che le nuove tecnologie Web 2.0 sono già ampiamente utilizzate dai dipendenti nella propria vita privata, dall’altra, la forte implicazione organizzativa che deriva dall’introduzione dell’Enteprise 2.0.

Blog (12%) e Wiki (4%) sono utilizzati a supporto della comunicazione interna, RSS (19%) hanno funzione di coordinamento rendendo più efficiente lo scambio di informazioni, e, infine, vengono adottate alcune piattaforme per la condivisione di informazioni e documenti (31%) a supporto dei team di lavoro.

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Il ROI del knowledge management (link)

// 09 Apr 2008 11:02

RP

Ho aggiunto sul mio blog qualche spunto su come *calcolare* il ROI di una soluzione KM un pochino diversa dal normale... parliamone!

Il ROI del knowledge management

Per la serie “Show me the Money”! Quante volte si è pensato a cosa realmente ci torna indietro, in tasca, da un investimento economico in materia di knowledge? E se questo investimento è molto pesante, ha un impatto inziale *importante* sulla nostra economia aziendale, al *cosa* si aggiunge molto spesso il quando. Ovviamente, il come sta al fornitore del servizio o del software e se questo *come* sia il meno invasivo impatto nei confronti dell’organizzazione interna della nostra azienda allora ci possiamo dire: soddisfatti......continua

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Steve Ballmer parla di web 2.0 a Milano il 23 Aprile (link)

// 02 Apr 2008 15:38

Silvio Filippi

Segnalo a tutti il 23 Aprile tutto il giorno Microsoft presenta la sua visione del Web 2.0 e oltre, cogliendo l'occasione di Steve Ballmer in Italia. Credo sia una giornata interessante sia per le persone di Business, che i  tecnici. Nel pomeriggio ci saranno delle occasioni training e approfondimento gratuito per gli specialisti.

Potete iscrivervi al link.

Ciao

Scusate se ho usato lo spazio per comunicazione però dato il tema di interesse e la figura di eccezione il CEO di Microsoft sul palco mi sembrava accettabile.

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The New Language of Business: SOA & Web 2.0 (link)

// 28 Mar 2008 20:17

Stefano.Mainetti

Segnalo questo interessante testo di Sandy Carter (Vice President, SOA & WebSphere Strategy, IBM) che affronta con un approccio orientato al business, il tema della componentizzazione dei SI. Il testo è focalizzato prevalentemente sulle SOA, ma valorizza in modo originale aspetti quali la flessibilità e la governance. Al Web 2.0 dedica purtroppo solo il capitolo 8, affrontando prevalentemente il tema della correlazione fra il tema delle SOA e del Web 2.0.

Molti dei messaggi contenuti sono sostanzialmente allineati con quanto illustrato nel terzo capitolo del nostro report sull'Enterprise 2.0.

The New Language of Business: SOA & Web 2.0  

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When NOT to Collaborate (or...When Collective Intelligence turns Stupid) (link)

// 28 Mar 2008 16:00

redazione

Da più parti si sente affermare che il social networking, la collaborazione emergente o la wikinomics siano ormai fenomeni maturi e rappresentino la "soluzione", il futuro delle organizzazioni. Vi sono tuttavia alcuni limiti all'intelligenza collettiva ed alla cosiddetta saggezza della folla: la comprensione di questi limiti è importante tanto quanto la comprensione del loro potenziale. 

Quando l'intelligenza collettiva semplicemente non funziona? Ad esempio, è interessante notare come tutti i libri che esaltano l'Enterprise 2.0, la Collaboration 2.0 ed il 2.0 in generale, siano stati scritti da uno o due autori piuttosto che centinaia o migliaia (nel link si cita l'interessante caso di "We are smarter than me").

Questo e numerosi altri esempi sembrano ricordarci che la collaborazione e l'intelligenza collettiva richiedono sempre comunque una leadership, seppur diversa dall'accezione comune (puramente top down). Il punto non è però affermare che la collaborazione non funziona, ma capire che sarà fondamentale sapere trovare il giusto equilibrio tra il "top-down" del processo decisionale e l'aspetto bottom up di collaborazione collettiva.

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Enterprise 2.0: la rivoluzione che viene dal Web (link)

// 19 Mar 2008 18:27

redazione

Primo rapporto di Ricerca dell'Osservatorio Enterprise 2.0, nato nel 2007 per iniziativa della School of Management del Politecnico di Milano, sulla base dell’eredità dell’Osservatorio Intranet e Nuovi Sistemi Informativi fondato nel 2002, dal quale eredita l’attenzione per gli impatti che i nuovi Sistemi Informativi hanno non soltanto sui processi, ma anche sulle persone all’interno dell’organizzazione e sulle loro relazioni.

La Ricerca ha previsto lo sviluppo di 70 studi di caso di imprese e Pubbliche Amministrazioni tra le più significative del nostro Paese, nonché l’analisi delle strategie tecnologiche dei principali vendor di tecnologia. Infine è stata realizzata una survey che ha coinvolto 65 Chief Information Officer (CIO) e ha permesso di comprendere la visione che i responsabili della direzione Sistemi Informativi hanno di questo fenomeno e dei suoi possibili impatti sul ruolo del CIO e, più in generale, sulla Governance dell’ICT all’interno dell’organizzazione.

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Social networking "old Style"

// 17 Mar 2008 16:22

cangia00

Segnalo a tutti i membri della community che Sabato 12 Aprile a Bologna ci sarà un pranzo tra partecipanti e docenti del percorso "Intranet ed Organizzazione - seconda edizione" organizzato due anni or sono dal MIP.

Visto che diversi dei partecipanti sono attivi anche sul tema dell'Enterprise 2.0, penso possa essere una buona occasione per ritrovarsi un po' alla vecchia maniera, ovvero tutti attorno ad un tavolo con su buon vino ed abbondante vino (o viceversa), per chiacchierare su cio' che piu' ci pare.

Questo e' il programma di massima:
-       Ritrovo alle ore 12 c/o la stazione ferroviaria di Bologna
-       Partenza verso le 12.30 per la Trattoria (in zona stazione o limitrofa)
-       Dalle 13 alle 16 intensa attività sociale a sfondo enoganostronomico, con limitatissime parentesi serie, a discrezione dei partecipanti
-       Ore 17 caldi saluti c/o la stazione ferroviaria di bologna

Chi e' interessato a partecipare e' pregato di contattare me o Stefano Mainetti entro venerdi' 4 Aprile, in modo da poter organizzare la cosa al meglio.

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Evoluzione Tecnologica e Rivoluzione Culturale

// 14 Mar 2008 10:36

vincamma

Vorrei prima di tutto complimentarmi con chi ha organizzato il Convegno del 12 Marzo per essere riuscito a coinvolgere ed interessare un così rilevante numero di aziende e persone che hanno partecipato all'evento di Mercoledì.

Uno spunto di riflessione su tutti può essere quello che se i temi fossero altri definirei atavico, fra aspetto tecnologico e aspetto culturale, cosa che secondo il mio modesto parere definisce anche il confine fra ciò che si può definire "Evoluzione" e ciò che rappresenta una vera e propria "Rivoluzione".

Come accade quando si parla di tecnologia, può essere legittimo pensare che nel giro di un anno, magari nel prossimo convegno, si affronteranno nuove soluzioni, nuove sigle, nuove architetture che per la loro caratteristica rapidità e costanza di introduzione sul mercato, rappresenteranno più un carattere evolutivo che una nuova rivoluzione.
E di evoluzione a mio avviso è solo possibile parlare se ad essere enfatizzate come "aspetti sconvolgenti" sono soluzioni tecnologiche che si avvicinano come risultato più a soluzioni "office automation" che alla dimensione partecipativa che il web 2.0 attua veicolando la vera rivoluzione che è identificabile con quello che si chiama UGC (User Generated Content) e che mette al centro della questione i contenuti generati dagli utenti, non la rete fisica.

Se parlo di "office automation" spero di non scandalizzare nessuno: non è un sminuire il valore della tecnologia, ma un restituirgli il suo vero valore innovativo.
Un esempio su tutti può essere dato dall'introduzione dei citati sistemi Mash Up e quindi dall'uso dei Widgets. La possibilità di vedere visualizzata su una mappa Google l'esatta collocazione del tuo cliente presente su una lista non è altro che la possibilità tecnologicamente avanzata di rendere immediata una ricerca che un tempo si sarebbe fatta con una lista di nomi e indirizzi scritta su un foglio e un Tuttocittà.

La rivoluzione offerta dall'UGC invece è qualcosa di più profondo e meno legata alla rapidità con cui vengono sfornate soluzioni tecnologiche (quindi rivoluzione e non continua evoluzione). Quello che è cambiato in maniera rivoluzionaria è stato il modo in cui le cose vengono fatte (cosa che in tutti i manuali di Corporate Communication viene identificata col termine "Cultura"), non gli strumenti o i tempi con cui esse vengono fatte. Per fare un esempio, il famoso cambio di paradigma, in questo senso rivoluzionario, si è avuto passando da un modo di lavorare di tipo "cooperativo" a quello che è universalmente riconosciuto come modello più creativo: quello "collaborativo", dove cioè tutti possono partecipare ai singoli sub task e per questo diverso dal patchwork che si ottiene con la semplice cooperazione.

Per giustificare questo post nell'area "segnalazioni" e al contempo continuare a "tifare" per la portata rivoluzionaria data dall'aspetto Culturale del fenomeno Enterprise 2.0, volevo segnalare la presenza, sul blog di Stewart Mader (Wikipatterns), di una serie che Stewart mi ha chiesto di condividere con i sui lettori e che presenta di giorno in giorno i presupposti culturali necessari in azienda affinché la scelta di adottare un wiki (come applicazione più rappresentativa del fenomeno E2.0) si riveli efficace per produrre innovazione.        



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Intranet 2.0 vs. Enterprise 2.0 (link)

// 11 Mar 2008 21:39

redazione

Non è importante che si chiami Intranet 2.0 o Enterprise 2.0. Blogging, wiking, podcasting, social bookmarking sono nuove tecnologie che fanno parte di un fenomeno che sta emergendo nelle organizzazioni e che può portare valore all’azienda creando un ambiente collaborativo.

Per ottenere reali benefici, è necessario però possedere già un piano comunicativo elaborato e una Intranet ben costruita e gestita. Senza queste premesse, difficilmente un blog potrà risolvere i problemi dell’azienda.

Inoltre, i nuovi strumenti possono innescare un’esplosione di contenuti e informazioni che vengono prodotti non più da una redazione ristretta, ma da tutte le persone. Per questo motivo, uno dei problemi principali da affrontare è quello di riuscire a gestire questa quantità di risorse in modo tale da garantire una ricerca delle informazioni efficace.
Questo non è solo un problema tecnologico relativo alla tipologia di motore di ricerca, ma soprattutto di formazione delle persone che devono imparare a categorizzare e archiviare in modo appropriato le informazioni attraverso per esempio l’utilizzo dei tag.

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Case study: Avenue A/Razorfish (link)

// 27 Feb 2008 11:26

redazione

Avenue A/Razorfish è una società di consulenza internazionale che definisce, sviluppa e realizza siti Internet, portali Intranet/Extranet e campagne di Web marketing.

In febbraio 2006 la società ha implementato una piattaforma wiki per rispondere all’esigenza di implementare uno strumento innovativo di knowledge management per capitalizzare e condividere conoscenza e idee tra le 19 filiali dislocate nel mondo. La scelta di questo strumento è stata motivata dalla facilità di utilizzo, dalla familiarità dei dipendenti con questa nuova tecnologia e dalla possibilità di organizzare i contenuti per area tematica e disporre di spazi bolg per gestire in modo separato le discussioni. E’ stato poi affiancato anche un nuovo motore di ricerca che permettesse di ottenere risultati dal wiki, dai blog e dalle mail, unificando in questo modo le diverse fonti informative.

L’azienda ha ottenuto ottimi risultati da questo progetto e nei primi 6 mesi, circa la metà dei dipendenti si sono dimostrati molto attivi. Il successo è stato dovuto anche ad alcuni cambiamenti organizzativi e culturali: per esempio, il processo di innovazione non avviene più lungo la catena gerarchica, ma in senso orizzontale tramite dibattiti e confronti tra le persone. Inoltre, Il wiki si è rivelato uno strumento molto flessibile e adattabile che i dipendenti hanno saputo plasmare in base alle proprie esigenze. Infine, il CEO è stato un forte promotore di questa iniziativa e partecipa attivamente comunicando le sue idee, condividendo le previsioni sul mercato e sollecitando idee di miglioramento.

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Numero unico. Il punto di arrivo della Unified Communication. (link)

// 25 Feb 2008 11:49

gigicogo

E' il numero unico il punto di arrivo della Unified Communication? Se lo dicono i blogger!

Ma andiamo con ordine.
Uno degli argomenti che verranno trattati al prossimo Venetoexpo di Aprile, sarà appunto la Unified Communication.




Su questo blog ho parlato spesso di queste soluzioni e ho avuto modo di vedere, al recente Cisco Networkers di Barcellona, come quello in corso, sembri davvero l'anno buono per far decollare le tecnologie che afferiscono a questa materia.

Per dare una definizione più circonstanziata alla materia, sfrutto questo articolo di Searchnetworking:

In genere, con Unified Communication (UC) si intendono diversi sistemi di comunicazione o di modelli, tra i quali troviamo la unified messaging (UM), la collaborazione, l'interazione tra sistemi, la comunicazione in tempo reale (o quasi in tempo reale) e le applicazioni transazionali.

In altre parole, l'UC è una più ampia definizione di UM e non comprende solo il voice mail, ma anche la comunicazione di dati (quale email e instant messaging), le tecnologie di collaborazione (come Web conferencing) e le caratteristiche avanzate per voce e dati normalmente incluse nelle soluzioni PBX basate su protocollo Internet (IP).


blog it

Ma per l'utente finale cosa cambia? Quali saranno i risultati percepiti?
Ci viene in aiuto una acquisizione di Google che, per ora solo negli Stati Uniti, permette agli utenti di beneficiare di un numero unico:
One Number…for Life.




L'acquisizione è quella di Grand Central, avvenuta lo scorso 7 febbraio.
Grazie a questa acquisizione Big G mette in cantiere in un colpo solo diversi servizi, come ben descritto nell'articolo di Andrea Trapani:

Il servizio, infatti, offre un unico numero che permette di rispondere a una chiamata con qualsiasi telefono che si desidera fino anche a conoscere se una chiamata è importante prima di rispondere.

In pratica il sistema permette di:

  • Controllare i messaggi via telefono, e-mail o online sul vostro account;
  • Conservare tutti i messaggi online per sempre;
  • Registrare e memorizzare le telefonate;
  • Bloccare velocemente (e in maniera nascosta) un fastidioso contatto;
  • Sorprendere chi vi chiama con un messaggio vocale personalizzato;
  • Inoltrarei, scaricare e aggiungere note ai messaggi.
Come dice lo stesso servizio, Grand Central non è la tipica compagna telefonica ne’ tantomeno offre gli stessi servizi. E’ il modo con cui Google pensa di dare una rivoluzione al mondo della telefonia.

blog it

Ma la cosa terribile, ora, è che grazie alla convergenza di piattaforme, Google sfrutta la modalità "Buzz marketing" dei blogger e li mette in condizione di spingere il servizio con il passa parola.


Mettiamola così. I blogger sono geek, i blogger amano la telefonia mobile e i servizi, in genere, di mobile communication. Saranno loro i primi ad adottare il numero unico e a farlo conoscere, come servizio utile, al resto degli utenti della rete?
Perchè sia chiaro. Anche questa nuova rivoluzione parte dalla rete e dal web!

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ABC: an introduction to Enterprise 2.0 (link)

// 21 Feb 2008 15:31

redazione

L’articolo propone un’accurata e sintetica panoramica sull’Enterprise 2.0 spaziando dalla definizione e descrizione degli strumenti, fino all’analisi dei benefici, rischi e possibili strategie di implementazione.

I benefici individuati riguardano la semplicità di utilizzo di strumenti quali Blog e Wiki, che permettono di accedere alle informazioni in qualunque momento e in qualunque luogo vi sia la possibilità di connettersi a Internet. Inoltre, l’Enterprise 2.0 abilita nuove modalità di comunicazione bidirezionale con partner, fornitori e clienti consentendo una più efficace condivisione di idee e informazioni.

I rischi all’adozione di strumenti Enterprise 2.0 sono da ricondursi sopratutto a questioni di sicurezza nel momento in cui l’azienda si apre maggiormente e diffonde le proprie informazioni con il pericolo di perdere il controllo sui contenuti creati. La funzione IT deve anche affrontare un processo di decentralizzazione della tecnologia che pone negli utenti maggiore potere e capacità di sviluppo autonomo di servizi.

Infine, l’articolo suggerisce alcuni percorsi da seguire per introdurre strumenti Enteprise 2.0. E’ necessario iniziare con piccoli progetti pilota che rispondano a specifiche esigenze di condivisione conoscenza e collaborazione in alcune aree dell’azienda. Successivamente, dopo che gli utenti si sono abituati ad utilizzare i nuovi strumenti, è possibile estenderli a tutta l’azienda sperimentando anche iniziative Enteprise 2.0 con clienti e fornitori.

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Case study : Il Wiki al CERN di Ginevra

// 18 Feb 2008 17:00

vincamma

Il CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca sul Nucleare) noto ai più per l’acceleratore di particelle da dimensioni record che entrerà in funzione nel 2008 (Large Hadron Collider), per l’aver prodotto fin dal 1954 una folta lista di Premi Nobel, nonché per aver partorito il World Wide Web, non è “semplicemente” un enorme laboratorio dove si studiano le sub particelle atomiche.

Il CERN è anche e soprattutto un social network internazionale di quasi 11.000 membri sparsi in 56 paesi e provenienti da 500 istituti che collaborano insieme per raggiungere un obiettivo comune, la costruzione dell’LHC, ponendosi come scopo ultimo il progresso scientifico, la ricerca e l’innovazione, anche in campi apparentemente distanti dalla fisica.

Il Wiki fa il suo ingresso al CERN già verso la fine del 2002, quando, scoperto questo nuovo strumento, già adottato con successo da un gruppo di fisici finlandesi che collaboravano ad un esperimento dell’LHC, viene introdotto in maniera virale, tramite passaparola all’interno di quasi tutti i dipartimenti dell’organizzazione, fornendo un valido supporto al preesistente sistema (Product Lifecycle Management) di gestione della documentazione ufficiale prodotta.

In questi anni il Wiki, identificato internamente col nome della piattaforma usata (TWiki), è diventato uno strumento centralizzato d’uso quotidiano per l’organizzazione e la collaborazione anche fra gruppi diversi. Viene usato prevalentemente per la produzione di documentazione in corso d’opera e come facilitatore nell’organizzazione di meeting e nelle attività di reporting.

L’approccio culturale di ciascun utilizzatore, da cui deriva il modo in cui esso viene usato nella pratica quotidiana, rimane comunque un fattore predominante. Ad esempio. Per qualcuno la possibilità di essere più autonomo nel reperire le informazioni di cui ha bisogno è un segno di “riduzione del contatto umano” (visione 1.0 del Wiki come KM database). Per altri la possibilità offerta dalla trasparenza del Wiki centrale, quindi la possibilità di “sbirciare” il lavoro degli altri gruppi, è l’opportunità di entrare in contatto con altri knowledge owner, favorendo pertanto (visione 2.0 del Wiki come piattaforma per il Conversational Knowledge Management) la creazione di comunità di pratica trasversali ai gruppi di lavoro predefiniti.


Tesi sull’argomento:

“Wikibility of Innovation Oriented Workplaces – The CERN case”

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In today's knowledge-based economy, it pays to be an “information hub” (link)

// 15 Feb 2008 16:28

redazione

Una recente ricerca del MIT Center for Digital Business rivaluta fortemente l'impatto che le email possono avere sulla produttività.

I ricercatori hanno analizzato per 10 mesi il traffico email di un'azienda di recruiting. Sebbene il contenuto fosse criptato per proteggere la privacy delle singole persone, il team di ricerca ha potuto tracciare il flusso di determinate parole all'interno delle email e correlarlo ad indicatori di carico di lavoro individuali, tempo di completamento progetti e retribuzione - ricavandone una visione decisamente in controtendenza sulla produttività nell'Information Age.

Gli Information Worker la cui fitta rete di scambi via email permette di ricevere informazioni prima dei propri peers (o di ricevere una maggiore quantità con un maggior dettaglio) sono tendenzialmente più produttivi dei colleghi meno "connessi". In media queste persone, dette information hubs, portano infatti a termine più progetti in un dato periodo di tempo, generando più ricavi per la propria azienda.

Tra i key findings della ricerca:

  • l'IT migliora la produttività perchè facilita il multitasking
  • il multitasking può essere vantaggioso, ma esiste un limite superiore
  • l'accesso a nuove informazioni porta benefici in termini di produttività
  • lo scambio di email avviene con più frequenza tra persone che hanno interessi o progetti in comune
  • un network di contatti ampio e variegato è associato ad una maggiore produttività

Il paper completo si può trovare qui.

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Cases 2.0 (link)

// 15 Feb 2008 12:54

redazione

Cases 2.0 è una community che è stata promossa da Andrew McAfee nel luglio 2007 con l’obiettivo di raccogliere i più interessanti casi di Enteprise 2.0 presenti nel mondo. La piattaforma si basa su un wiki realizzato da Socialtext e chiunque si registri al sito può caricare casi di studio e commentare quelli presenti.

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Peer production, work 2.0 and Web 2.0 (link)

// 15 Feb 2008 11:16

Paolo Angelini

Vi segnalo questo interessante articolo di Esko Kilpi, finlandese e fondatore di una società che porta il suo nome, attiva nella ricerca e consulenza su "Knowledge Work and Digital Work Environments. http://www.intentac.org/Templates/File1.aspx?PageID=7239b035-0093-4bfd-ae4c-b099fff26936
Segnalo anche una iniziativa internazionale, l'accademia Intentac (www.intentac.org), di cui Kilpi fa parte, che raggruppa numerosi personaggi del mondo accademico e produttivo intorno al tema della Economia della Conoscenza, per stimolare lo scambio internazionale e la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

Paolo Angelini 
Cofimp - Bologna

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MY MINUTES.ORG (link)

// 15 Feb 2008 11:12

Silvio Filippi

Condivido questo interessante ed innovativo progetto web 2.0, i cui proventi sono utilizzati per sviluppare progetti innovativi web 2.0 in italia. Lascio a voi scoprire il modello di business.... straordinario... e pare funzioni... vende tempo (1 min 1 €)

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L'innovazione del distretto (link)

// 14 Feb 2008 11:11

Stefano.Mainetti

Segnalo questo testo di Riccardo Viale, presidente della Fondazione Rosselli, che interpreta le motivazioni che hanno portato alcuni distretti territoriali ad affermarsi nel confornto di altri. Fra le motivazioni, gioca un ruolo importantissimo la capacità delle aziende di "aprirsi" ad uno scambio continuo di conoscenze e di bisogni/servizi. Emerge chiaramente la centralità delle reti sociali e il limita derivante dalla burocratizzazione delle procedure. Trovo questo attinente alla nostra visione dell'Enterprise 2.0.

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The Damnation of Eternal Beta (link)

// 12 Feb 2008 10:13

Stefano.Mainetti

Il Web 2.0 propone un paradigma innovativo per lo sviluppo di applicazoni (si veda la segnalazione "Web development 2.0"). In particolare, la maggior disponibilità delle tecnologie e la possiblità di distribuirle in versone "eternal beta" apre interessanti scenari discussi sinteticamente in questo post.

Il tema complessivo va ricondotto al cambiamento del ruolo della tecnologia e, più in generale, della Direzione Sistemi Informativi (si veda il post nel blog "Il ruolo delle tecnologie e delle architetture").

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Collaboration Rules (link)

// 12 Feb 2008 09:50

redazione

L’articolo mette in luce il successo di modelli collaborativi che stanno alla base dello sviluppo di sistemi operativi come Linux e del sistema di produzione Toyota Production System (TPS).

In entrambi i casi è presente una comunità di persone che lavorano utilizzando tecnologie per la collaborazione, rendendo i diversi progetti visibili a tutti e condividendo quindi la conoscenza sviluppata, fondando le relazioni reciproche sulla fiducia e sulla reputazione acquisita, e organizzandosi in team di lavoro modulari specializzati in piccoli e semplici task.

Come i mercati, le comunità di Toyota e Linux si organizzano autonomamente, ma senza l’utilizzo di contratti e transazioni economiche. Come la gerarchia, le comunità sfruttano transazioni a basso costo, ma i rispettivi membri possono appartenere a differenti gruppi e non sono costretti da specifici e predefiniti ruoli e responsabilità.

Le persone condividono un intento comune e la motivazione non dipende in primo luogo da incentivi monetari.

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Wikipatterns (link)

// 08 Feb 2008 10:53

redazione

Wikipatterns è un sito che raccoglie le diverse esperienze di utilizzo di wiki con l’obiettivo di proporre una lista di strategie per introdurre con successo questo strumento all’interno di un’organizzazione. Il sito contiene una “cassetta degli attrezzi” (Patterns e Anti - Patterns) e una guida alla gestione delle diverse fasi di adozione di un wiki.

Il concetto di Pattern è stato coniato dall’architetto Christopher Alexander per indicare una regola che definisce alcune tecniche e modelli che possono essere adottati in uno specifico contesto per risolvere un determinato problema. L’Anti-pattern descrive invece situazioni ed episodi da evitare perchè possono ostacolare un’iniziativa wiki.

In questo senso, il sito offre una collezione di People patterns e anti-patterns, che riguardano i comportamenti delle persone, e Adoption patterns e anti-patterns che presentano possibili azioni di promozione all’utilizzo del wiki.

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Working Together… When apart (link)

// 06 Feb 2008 11:49

redazione

I dipendenti delle aziende sono sempre più dislocati in tutto il mondo. Da qui l’esigenza di creare dei team virtuali, grazie all’utilizzo di opportune tecnologie di comunicazione e collaborazione, per permettere alle persone di lavorare insieme superando alcune barriere quali: il fuso orario diverso, le differenze culturali che possono procurare incomprensioni, l’impossibilità di incontrarsi di persona e sviluppare quel tipo di coinvolgimento reciproco che rende il team maggiormente produttivo.

In questo articolo vengono presentate “10 regole d’oro” per creare un team virtuale efficace, ricavate da un’analisi di 1500 team virtuali presenti in 15 aziende multinazionali.

  1. Implementare strumenti online di social networking facili da utilizzare per  permettere alle persone di conoscersi e relazionarsi.
  2. Inserire nel team alcune persone che già si conoscono per facilitare il formarsi di relazioni.
  3. Identificare le persone che hanno contatti utili all’esterno del team.
  4. Incentivare le persone della propria organizzazione a conoscersi anche tra funzioni diversi.
  5. Organizzare le attività delle diverse persone in modo tale che possano lavorare anche parallelamente.
  6. Creare un workspace online sempre accessibile dove condividere informazioni e documenti.
  7. Incoraggiare le comunicazioni frequenti e rapide.
  8. Assegnare compiti sfidanti e interessanti per mantenere unito il team.
  9. Assicurarsi che gli obiettivi assegnati siano significativi per il team e l’azienda.
  10. Permettere e favorire l’inserimento anche di persone volontarie.

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Web Development 2.0 (link)

// 05 Feb 2008 20:25

Stefano.Mainetti

In questo post di Marc Hedlund viene affrontato il tema dello sviluppo di applicazioni 2.0. Il post è scrito in modo provocatorio e riesce a cogliere il nuovo "spirito" che anima gli sviluppatori 2.0. È molto interessante anche il dibattito che ne segue nei commenti. Il messaggio di Hedlund fornisce anche utili spunti per commentare la segnalazione "CIOs Want Suites For Web 2.0".

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CIOs Want Suites For Web 2.0 (link)

// 04 Feb 2008 16:39

redazione

Questo è il secondo report di una survey condotta da Forrester nella prima parte del 2007 su 119 CIO di aziende con almeno 500 dipendenti.

Da questa ricerca emerge come il 71% degli intervistati afferma che sarebbe più interessato al Web 2.0 se potesse acquistare questi nuovi strumenti dai più importanti fornitori come Microsoft e IBM. Inoltre, il 74% preferirebbe trovare sul mercato dei pacchetti software completi contenenti tutti i più importanti strumenti come Blog, Wiki, Rss.

Questi risultati possono essere giustificati dal momento che i CIO pensano in un’ottica di implementazione globale di questi strumenti all’interno dell’azienda e hanno perciò bisogno della sicurezza e affidabilità dei più grandi marchi nel settore IT.

I maggiori vendor stanno iniziando ad offrire soluzioni di questo tipo. Per esempio IBM ha aggiunto alcuni strumenti di collaborazione nell’ultimo aggiornamento di Lotus Notes, mentre Sharepoint di Microsoft può essere un primo esempio di suite integrata di tipo Web 2.0. Spesso però, quando si ha a che fare con blog e wiki, la scelta di piccoli fornitori può essere considerata migliore in quanto possono fornire soluzioni specifiche a determinati bisogni, e possono essere implementate in azienda in modo semplice, veloce ed economico.

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Quando l'innovazione porta benessere e prosperità (link)

// 31 Jan 2008 11:42

gigicogo

Suggerisco una riflessione su questo studio.


IMHO, non basta la tecnologia abilitante. Non basta un esercito di geek! Non basta il "consumo" tecnologico.

Se vogliamo che l'innovazione tecnologica entri nel ciclo produttivo e determini benessere, è necessario soddisfare bisogni reali. Ma, soprattutto, va capita, indirizzata e sfruttata per le sue reali potenzialità che, ripeto, non sono il mero consumo.

Lo studio si sofferma sull'analisi della connettività (ovviamente wired e wireless) e quindi sull'abbattimento del digital divide. E' un esempio tipico di come la larga banda DA SOLA non basti. La tecnologia non basta.

Le aziende devono CAMBIARE per essere più produttive. Spostare i processi in rete. Solo allora i benefici si vedranno.

Lo studio esamina anche l'alfebetizzazione e la conoscenza. Literacy e skill competence! Su questo stendo un velo pietoso. L'ho sempre detto. In Italia possiamo diffondere tecnologia a pioggia, ma se non accompagniamo la tecnologia con la cultura digitale, non andremo da nessuna parte.

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Understanding and managing the mobile workforce (link)

// 31 Jan 2008 10:29

redazione

Il report si riferisce ad una ricerca condotta da Cisco nella prima parte del 2007 con l’obiettivo di analizzare le caratteristiche del moderno mobile worker di successo, come la personalità può influenzare il mobile working, e le principali difficoltà psicologiche che si trova ad affrontare.

Questo nuovo modello di lavoro si sta rapidamente diffondendo e riguarda circa un quarto della forza di lavoro globale. Presenta elevati tassi di crescita tanto che in USA si è stimato che circa il 70% dei lavoratori saranno soggetti a questo fenomeno entro il 2009.

La definizione di mobile worker presa in considerazione è quella dell’Electronic Commerce and Telework Trends (2000). Con il termine si intende una persona che lavora almeno 10 ore alla settimana lontano da casa e dal proprio ufficio di lavoro, utilizzando il computer per coordinare le proprie attività.

Dalla ricerca si evince come il mobile worker deve essere estroverso, in quanto si trova a rapportarsi spesso con persone non conosciute come i clienti, calmo e in grado di lavorare anche sotto pressione e in situazioni di stress, creativo e aperto a nuove esperienze dal momento che si opera spesso in ambienti non conosciuti, indipendente, autonomo nelle decisioni e capace di prendersi responsabilità per raggiungere gli obiettivi.

Le principali capacità che il mobile worker deve possedere riguardano invece la comunicazione e l’abilità nel pianificare e organizzare le proprie attività. In particolare deve essere in grado di utilizzare diversi canali comunicativi ed esprimersi in modo esplicito evitando incomprensioni dovute alla lontananza, e organizzare il proprio lavoro cercando di anticipare gli imprevisti, elementi tipici delle diverse situazioni con cui si deve continuamente conforntare.

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Enterprise IT Departments Must Prepare for the Impact of 'Mashups' (link)

// 29 Jan 2008 12:29

Stefano.Mainetti

Mash-up è un termine coniato dai Disk Jokey per indicare la possibilità di eseguire in modo simultaneo due brani musicali su due differenti piatti e mixarli per generare nuovi suoni. Negli ultimi anni, questo termine è stato adottato dal mondo dell’ICT per indicare la possibilità di comporre nuove applicazioni basandosi sul ricorso ad interfacce standard aperte (Open API) appositamente offerte da altre applicazioni. Il risultato ottenibile è un'applicazione che usa dei contenuti tratti da più sorgenti per creare quindi dei servizi completamente nuovi.

La tecnica dei Mesh-up sta oggi rivoluzionando lo sviluppo di applicazioni web, in quanto è relativamente semplice e richiede conoscenze tecniche non particolarmente sofisticate. Visto il successo ha rapidamente superato l’ambito del Web pubblico per raggiungere quello delle applicazioni Enterprise.

In quest’ambito, i vantaggi evidenti sono però controbilanciati dai rischi derivanti le ricadute in termini di disponibilità, tempo di risposta, affidabilità, sicurezza, ...  Gartner, in questo report (ID: G00151424), fornisce alcuni suggerimenti alle Direzioni IT utili per affrontare in modo consapevole il cambiamento in atto.

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Top Enterprise Web 2.0 Predictions For 2008 (link)

// 28 Jan 2008 21:32

andreagaschi

Oliver Young, oltre al già segnalato articolo Efficiency gains and competitive pressures drive enterprise 2.0 adoption, ha scritto anche le previsioni di Forrester per il 2008 relative all'adozione da parte delle imprese di tecnologie Web 2.0.
Sebbene il 42% delle imprese analizzate in una survey realizzata nella seconda metà del 2007 abbia risposto di non prevedere l'adozione di tecnologie Web 2.0 per il 2008, Forrester si aspetta che la metà di queste imprese cambierà idea nel corso dell'anno e adotterà tali soluzioni. Young fornisce tre motivazioni che porteranno il 2008 a essere l'anno in cui "IT departments will take their heads out of the sand and embrace web 2.0 technologies."
1. Le persone che operano all'interno delle funzioni IT già utilizzano le tecnologie Web 2.0 e l'utilità di queste soluzioni li incoraggerà a spingere per la loro diffusione in tutta l'impresa.
2. Poiché le grandi imprese non sono in grado di fermare la diffusione di tool Software as a Service e di social network tra i dipendenti, sceglieranno di "limitare i rischi" sostituendoli con soluzioni da loro fornite.
3. Le funzioni IT aspirano ad assumere un ruolo sempre più rilevante all'interno del business e le tecnologie Web 2.0 possono essere un metodo a basso costo e elevato impatto per mostrare capacità innovative.
Infine, secondo Forrester, la tecnologia Web 2.0 che avrà la più ampia diffusione nelle imprese nel corso del 2008 saranno i feed RSS: "mentre il 9% delle imprese sostiene di considerare l'uso degli RSS nel 2008, noi crediamo che quel numero si avvicinerà al 20% entro la fine dell'anno."

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Enterprise 2.0: Fad or Future? (link)

// 28 Jan 2008 10:51

redazione

In questo report di Kpmg, l’autore Gary Matuszak cerca di spiegare come le tecnologie Web 2.0 possono aiutare le aziende ad affrontare le principali sfide manageriali del 21° secolo.

In primo luogo, Blog e wiki favoriscono una gestione e condivisione più efficace della conoscenza in modo che l’informazione non venga strutturata a priori, ma evolva in modo partecipativo in base alle diverse esigenze che si creano. In secondo luogo, i social software possono supportare i processi di problem solving permettendo a più persone, anche esterne all’azienda, di confrontarsi in modo continuo e in real time a costi nulli. Anche il processo di innovazione può trarre benefici dall’utilizzo di queste nuove tecnologie: spesso le aziende condividono online alcune informazioni sui propri prodotti aziendali, chiedendo poi agli utenti di partecipare attivamente nel migliorarne le caratteristiche.

Infine, il report elenca alcune delle possibili difficoltà all’adozione di strumenti Enterprise 2.0. Viene posta per esempio l’attenzione su come il social networking richieda un grosso numero di partecipanti e frequenti pubblicazioni di post per ottenere reali benefici. Oppure ci si chiede come sia possibile incentivare le persone a condividere il proprio sapere che spesso viene considerato come fonte del proprio potere personale. Infine si sottolinea la necessità di far comprendere ai propri dipendenti come queste tecnologie non siano frutto di un effetto moda ma apportino concreti vantaggi al loro lavoro.

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Tutti a Udine! (link)

// 27 Jan 2008 18:47

funkysurfer

STATEoftheNET è una conferenza articolata in due giorni. Si tiene a Udine, in Friuli Venezia Giulia, l’8 e il 9 febbraio 2008 presso il Centro Visionario (in via Asquini 33).

La prima edizione nasce con l’obiettivo di fare il punto sulla realtà di Internet in Italia e aprire un confronto rispetto a quanto avviene nel resto del mondo. Grazie al respiro internazionale dei temi e degli ospiti, STATEoftheNET intende accreditarsi nel calendario europeo dei convegni dedicati all’esplorazione delle implicazioni della Rete nell’economia, nella società e nella cultura.

La partecipazione alla conferenza è completamente gratuita, ma è necessario registrarsi in anticipo per garantirsi il posto in sala. La segreteria organizzativa è a disposizione dei partecipanti per prenotare eventuali pernottamenti negli alberghi convenzionati.

Patrocinata e sostenuta attivamente dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, STATEoftheNET è anche l’anteprima ufficiale di InnovaAction Fair, fiera dell’innovazione in programma sempre a Udine dal 14 al 17 febbraio 2008.
Lo staff di STATEoftheNET è composto da Beniamino Pagliaro, Paolo Valdemarin, Sergio Maistrello, Silvia Zardini.

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Efficiency gains and competitive pressures drive enterprise 2.0 adoption (link)

// 25 Jan 2008 18:41

redazione

Articolo scritto da Oliver Young sulla base dei risultati di una ricerca condotta da Forrester su un campione di 119 CIO di aziende con almeno 500 dipendenti. Dai dati emerge che l’attenzione si sta spostando sempre di più verso l’adozione di tecnologie Web 2.0 all’interno delle imprese. Del campione intervistato, 106 aziende utilizzano almeno uno dei nuovi strumenti.

Le principali ragioni che hanno spinto alla loro adozione riguardano l’aumento dell’efficienza attraverso il miglioramento della collaborazione tra le persone e la pressione competitiva, per la paura di non riuscire più a colmare il divario se non si inizia fin da subito ad implementarli.

Tra quelli che non hanno ancora adottato i nuovi strumenti le principali ragioni sono la percezione che le nuove tecnologie non siano necessarie e la presenza di progetti più importanti da implementare.

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In 2008, Enterprise Web 2.0 goes mainstream (link)

// 23 Jan 2008 15:17

redazione

Il report analizza le diverse ripercussioni che le innovazioni apportate rispettivamente dal Web 1.0 e dal Web 2.0 hanno sul funzionamento interno dell’azienda. Nel primo caso gli impatti maggiori si sono avuti soprattutto a livello operativo rendendo più efficienti i processi di accesso alle informazioni e le comunicazioni (es. e-mail). Si ritiene invece che gli strumenti del Web 2.0 possano apportare maggiori benefici a un livello più alto di innovazione e miglioramento supportando efficacemente le interazioni e la collaborazione tra i dipendenti e i contatti esterni con partner, clienti e fornitori (es. Wiki, Social Network).

L’Enterprise 2.0 risulta quindi un cambiamento radicale che non si limita soltanto all’introduzione di nuove tecnologie, ma comporta anche un cambiamento organizzativo. Per questo motivo, le aziende devono definire la strategia e la tempistica di introduzione di questi nuovi strumenti valutando le proprie capacità di affrontare da una parte un cambiamento tecnologico, e dall’altra un cambiamento culturale.

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Social Enterprise (link)

// 21 Jan 2008 10:04

redazione

SocialEnterprise.it è il primo blog italiano che si occupa in modo rilevante della tematica Enterprise 2.0. E’ stato realizzato da Emanuele Quintarelli che è attualmente responsabile ricerca e sviluppo sul Web 2.0 in Reed Business Information e che ha recentemente organizzato Web2Oltre, la prima conferenza italiana di taglio business su Web 2.0, Enterprise 2.0 ed evoluzioni del marketing.
 
In questo spazio vengono pubblicati importanti contributi sull’Enterprise 2.0 realizzati dallo stesso Emanuele, alcuni case study italiani e le recensioni dei principali convegni nel mondo riguardanti questa tematica.

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Consumerizing the Enterprise Serendipity Technology (link)

// 18 Jan 2008 17:52

redazione

Il report realizzato da IDC analizza i più frequenti problemi riscontrati nell’utilizzo delle Intranet attuali. Tra questi vengono evidenziati il così detto “death by navigation” dovuto alla complessità e al tempo speso a navigare tra le pagine della Intranet per cercare le informazioni necessarie, l’inefficiente utilizzo della mail per le comunicazioni e il coordinamento interno, e infine la mancanza di servizi personalizzati.

L’adozione di concetti tipici del Web 2.0 come l’utilizzo di applicazioni user friendly e di interfacce personalizzate, la condivisone della conoscenza e la centralità della persona possono risolvere questi problemi creando uno spazio di lavoro più intuitivo ed efficiente che migliori la produttività, il coinvolgimento e la soddisfazione delle persone.

Una delle maggiori difficoltà all’adozione di questi strumenti è la sicurezza delle informazioni aziendali che vengono gestite in maniera più libera e diffusa.

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Case study: Serena Software (link)

// 16 Jan 2008 13:10

redazione

Serena è uno dei leader nell'Application Lifecycle Management. L'azienda conta oltre 800 dipendenti ed opera a livello internazionale in 14 paesi.

Nel 2007 la rivisitazione della Intranet è coincisa con una decisa transizione verso l’utilizzo di social software tipici del Web 2.0, per favorire la condivisione di informazioni e la comunicazione tra le persone. In particolare, Serena ha scelto di realizzare la propria Corporate Intranet utilizzando un gruppo privato su Facebook e sfruttando le possibilità offerte per creare applicativi analoghi ai servizi tradizionali presenti su una Intranet. Si è utilizzato quindi Facebook come interfaccia di front-end collegata al sistema di content management garantendo la sicurezza dei dati tramite un firewall.

Serena ha deciso di adottare anche un gruppo pubblico, sempre su Facebook, per gestire le relazioni con i propri partner e clienti. I benefici di questa soluzione sono stati costi di sviluppo praticamente nulli, maggiore soddisfazione e retention dei dipendenti e legami più stretti tra le persone che lavorano nei diversi paesi.

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Elementi Teorici per la Progettazione dei Social Network (link)

// 15 Jan 2008 14:51

roberdan

Questo documento è volto a sintetizzare alcune teorie dietro alle soluzioni
di social networking. In particolare tenta di definire le dinamiche e i
processi per l'osservazione di fenomeni sociali in rete, nel tentativo di fornire
linee guida per la costruzione di un solido sistema di collaborazione.

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Transforming your Intranet (link)

// 11 Jan 2008 23:48

redazione

"Internet sta evolvendo da semplice canale per la distribuzione di contenuti  a piattaforma di collaborazione, condivisione ed innovazione - il cosiddetto "web 2.0": dovunque stia andando internet, la vostra intranet sicuramente lo seguirà."

Il report analizza i principali trend del Web 2.0 e mostra attraverso 3 casi di successo come sia possibile integrare all'interno di una Intranet le tecnologie proprie del nuovo web, con particolare riferimento a RSS, blog e wiki. Nella visione dei ricercatori, la Intranet, così come è adesso Internet, diventerà uno spazio di collaborazione e, ancora più importante, una vera e propria piattaforma di innovazione.

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Case Study: Motorola (link)

// 11 Jan 2008 23:16

redazione

Motorola è un’azienda statunitense di elettronica, produttrice di microprocessori, telefoni cellulari e diverse tipologie di componenti elettronici. Possiede un organico di oltre 66000 dipendenti e vende i propri prodotti e servizi a livello mondiale.
 
Sta attraversando un momento di forte cambiamento organizzativo a seguito dell'evoluzione del proprio portale. La nuova "Intranet 2.0" conta 4400 blog e 4200 pagine di wiki ed è utilizzata da circa 70000 persone al giorno, inclusi i partner.

La intranet è ormai diventata a tutti gli effetti una piattaforma che connette e mette in relazione le persone: per un qualsiasi problema o opportunità, esiste una community alla quale ci si può rivolgere, con la sicurezza di ottenere una risposta. L'intelligenza collettiva dell'impresa "vive" ed è accessibile dalla Intranet.

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Does Enterprise 2.0 imply a content democracy? (link)

// 11 Jan 2008 22:42

redazione

Post pubblicato da Ron Miller sul proprio blog che offre un interessante spunto sulla tematica della governance degli strumenti dell’Enterprise 2.0 e sulla possibilità di avere una gestione effettivamente democratica di questi strumenti all’interno dell’azienda.

L’autore prende spunto per questa riflessione dalla rivolta degli utenti di Digg dopo la rimozione di alcuni post e si chiede se l’adozione di uno strumento simile potrebbe funzionare in azienda o se prevarrebbero le politiche e le gerarchie interne sull’effettiva utilità dei contenuti.

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An adoption strategy for Social Software in the enterprise (link)

// 11 Jan 2008 22:39

redazione

Questo post pubblicato su Socialtext cerca di delineare una strategia di introduzione di Social Software nell’impresa e alcuni accorgimenti che possono favorirne la diffusione. 

In primo luogo è necessario evitare l’imposizione dei nuovi strumenti, ma cercare di favorire una loro adozione a partire dal basso; in particolare si devono individuare gli utenti più favorevoli e predisposti verso i nuovi strumenti, iniziare a farli utilizzare a queste persone e fare in modo che siano essi stessi a favorirne la diffusione nel resto dell’impresa. Un ruolo chiave deve essere ricoperto anche dal management che deve cercare di essere d’esempio per i collaboratori, incoraggiare costantemente l’utilizzo degli strumenti, fornire il supporto necessario. 

Infine vengono indicati due aspetti che sono importanti per il processo di implementazione: il tempo necessario alla realizzazione del passaggio alle nuove tecnologie e gli obiettivi, che devono essere chiari e ben definiti.

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Enterprise Web 2.0 (link)

// 11 Jan 2008 22:20

redazione

Blog personale di Dion Hinchcliffe, giornalista e fondatore della Hinchliffe & Co., società di consulenza sul web 2.0 per le imprese. Hinchcliffe ha costruito il suo successo sulla qualità dei suo modelli interpretativi del fenomeno Web 2.0 ed è uno dei lead thinkers a livello mondiale. Nel suo blog, condivide modelli interpretativi, casi di studio, e la sua opinione su temi caldi nel mercato tecnologico.

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Case Study: Enel North America (link)

// 08 Jan 2008 11:25

redazione

Enel è la più grande azienda elettrica d’Italia e la terza utility quotata d’Europa. Il suo principale business è la produzione e la distribuzione di elettricità principalmente in Europa, Nord America e America Latina. In America del Nord, Enel ha impianti da oltre 400 MW (idrico, geotermico, eolico, solare e biomasse) e ha da poco siglato un accordo negli Stati Uniti per sviluppare oltre 1000 MW di nuova generazione eolica. 

L' argomento principale del caso Enel North America fa riferimento all’uso dei blog e alla descrizione dei vantaggi che questo ha permesso di ottenere. Enel possedeva già un intranet nella propria sede principale, ma tutti i contenuti erano in lingua italiana.

Obiettivo primario di questo blog/intranet è quello di supportare e facilitare la comunicazione tra dipendenti e poter avere uno spazio in cui condividere notizie, informazioni ed aspetti salienti emersi durante i vari meeting. Un secondo obiettivo è poter tracciare, condividere e archiviare ogni documento. La piattaforma permette infine di poter stilare e pubblicare un elenco delle attività (task list) , e dei compiti assegnati dai vari responsabili ai livelli operativi, in chiave di project management.

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Case Study: Dresdner Kleinwort Wasserstein (link)

// 06 Jan 2008 18:37

redazione

Dresdner Kleinwort Wasserstein è una banca d’investimenti con sede a Londra e Francoforte che attualmente ha un organico di 6000 dipendenti. Oltre alle sedi principali, DrKW ha uffici a New York, Parigi, Tokyo, Singapore, Honk Kong ed in Lussemburgo.

Il case study descrive il processo di adozione di un wiki in sostituzione alla precedente intranet aziendale. In primo luogo viene descritta dettagliatamente l’installazione del wiki e le motivazioni che ne hanno spinto l’introduzione; si mettono in secondo luogo in mostra i problemi riscontrati e gli ambiti di supporto del wiki all’interno della banca. Grande importanza è stata data all’uso di wiki come strumento di comunicazione interna fra i vari team: il wiki viene quindi utilizzato come uno spazio virtuale, in cui poter rendere noto quello su cui i vari team stanno lavorando e in che modo, oltre che "luogo" dove poter fare brainstorming e poter pubblicare documentazione e news, favorendo così lo sviluppo di nuove idee.

Vengono infine descritti i benefici e le principali criticità (in particolare, la resistenza al cambiamento) che una tecnologia come questa può dare all’interno di un contesto lavorativo come una banca.

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How businesses are using Web 2.0: a McKinsey Global Survey (link)

// 06 Jan 2008 18:07

redazione

Analisi dei risultati di una survey condotta da McKinsey sull’utilizzo degli strumenti legati al Web 2.0 all’interno delle imprese. La survey ha coinvolto oltre 2800 manager nel mondo.


Gli intervistati esprimono un diffuso ma cauto interesse verso il tema del Web 2.0, e la maggior parte delle aziende che hanno già fatto investimenti in questo campo si ritiene tendenzialmente soddisfatta. Per quanto riguarda gli strumenti su cui le aziende puntano, si può notare come siano principalmente le tecnologie che favoriscono l’automazione e le relazioni ad attirare la maggior attenzione (web services, collective intelligence, peer-to-peer networking); c’è invece più cautela verso altri strumenti come blog o wiki.

Per quanto riguarda le finalità della loro introduzione, gli intervistati indicano principalmente la comunicazione con i clienti e i partner da un lato, e il miglioramento della comunicazione all’interno dell’organizzazione dall’altro.

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Web 2.0 goes corporate (link)

// 06 Jan 2008 18:05

redazione

Questo report dell’Economist Intelligence Unit cerca di analizzare l’impatto dell’introduzione degli strumenti del web 2.0 all’interno dell’impresa. Per fare questo sono stati intervistati 406 Senior Executive provenienti da aziende con almeno 2,5 miliardi di dollari di fatturato.

Tra i diversi risultati emerge che la maggior parte investe in nuove tecnologie perché si aspetta un miglioramento del fatturato e dei margini dovuti all’acquisizione di nuovi clienti o all’innovazione dei prodotti e servizi. Per quanto riguarda l’implementazione degli strumenti, emerge che le funzioni in cui i nuovi strumenti hanno maggiore applicazione sono il marketing, il customer service e la ricerca. Un altro dato interessante è la volontà di molte imprese di utilizzare i nuovi strumenti per favorire la collaborazione nell’innovazione dei prodotti di soggetti interni ed esterni all’organizzazione.

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Enterprise 2.0: the dawn of emergent collaboration (link)

// 06 Jan 2008 18:03

redazione

McAfee è stato uno dei primi ricercatori ad utilizzare il termine Enterprise 2.0 per indicare l’utilizzo di strumenti tipici del Web 2.0 all’interno dell’azienda per creare, condividere e scambiare conoscenza tra le persone.

Con l’acronimo SLATES vengono indicate le 6 componenti principali dell’Enteprise 2.0: Search, ricerche radipe e semplici tramite keywords, Links, importanza dei documenti in base ai links associati, Authoring, contenuti prodotti da molti e in collaborazione, Tags, utilizzo di un modello di categorizzazione di informazioni basato su folksonomy, Extensions, suggerimenti sui possibili argomenti di interesse dell’utente, Signals, feed sulle novità (RSS).

I nuovi strumenti Enterprise 2.0 offrono interfacce semplici da utilizzare senza particolari conoscenze tecniche e offrono servizi personalizzati in base alle necessità degli utenti. Il top management ha un ruolo importante come sponsor dell’Enterprise 2.0 in quanto deve da una parte stimolare la partecipazione attiva delle persone e, dall’altra, limitare il controllo e l’autorità sulla gestione delle informazioni.

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FastForward Blog (link)

// 06 Jan 2008 17:58

redazione

Blog inizialmente finalizzato alla sponsorizzazione dell’evento FASTForward a San Diego nel Febbraio 2007. Il successo del convegno e del blog sono stati una sorpresa per gli stessi autori, che hanno deciso di proseguire nella pubblicazione. Il blog è tutt’ora uno dei punti di riferimento nella blogosfera su gran parte delle tematiche relative al 2.0 applicato all’impresa.

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The impact of Information Technology (IT) on businesses and their leaders (link)

// 06 Jan 2008 17:54

redazione

Il blog ufficiale di Andrew McAfee, professore associato alla Harvard Business School. Dopo aver pubblicato il paper “Enterprise 2.0: the dawn of emergent collaboration” sul MIT Sloan Management Review nel 2006, è rapidamente diventato il punto di riferimento a livello accademico, ma non solo, su queste tematiche.

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Le Intranet nelle banche italiane: l'emergere di una nuova era (link)

// 06 Jan 2008 17:36

redazione

L’Osservatorio Intranet Banche, giunto alla realizzazione del 4° Rapporto annuale, vede la partecipazione di 15 imprese bancarie di dimensioni medio-grandi, rappresentative di oltre il 70% del sistema in termini di dipendenti, e di 9 partner tecnologici di primaria importanza nello scenario nazionale e internazionale.

La ricerca dell’Osservatorio di quest’anno ha particolarmente approfondito il tema del supporto ai processi direzionali, riguardo ai quali è stato identificato un trend particolarmente significativo di crescita. Le Intranet bancarie, tradizionalmente caratterizzate da un elevato supporto all’operatività, guardano oggi con interesse all’integrazione di strumenti di monitoraggio, di alerting, di automazione dei processi di controllo.

Una seconda tematica oggetto di attenzione da parte delle banche dell’Osservatorio ha riguardato la gestione delle famiglie professionali. Le Intranet più mature non si rivolgono più in modo generalizzato alla totalità dei dipendenti aziendali, ma creano al proprio interno aree di lavoro profilate, differenziate per il singolo ruolo e in grado di fornire alla specifica risorsa strumenti ritagliati sulle sue mansioni, sulle sue esigenze di informazione e collaborazione con i colleghi, sulle sue necessità di conoscenza.

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Oltre le Intranet e i Portali: l'emergere dei Virtual Workspace (link)

// 06 Jan 2008 17:33

redazione

Giunto al quarto anno di attività, l’Osservatorio Permanente sulle Intranet ed i nuovi Sistemi Informativi della School of Management del Politecnico di Milano, ha allargato progressivamente i suoi obiettivi ed il suo ambito di ricerca: passando dalla rilevazione dello stato delle applicazioni Intranet in Italia, allo studio della loro evoluzione e convergenza con gli altri Sistemi Informativi nella prospettiva dell’organizzazione in rete.
 
Il coinvolgimento nella ricerca di oltre 110 Imprese, Banche e Pubbliche Amministrazioni – tra le più significative del nostro paese -  ha permesso di tracciare un quadro ricco di un fenomeno che era  stato solo prefigurato nelle ricerche degli anni precedenti: la progressiva integrazione tra Intranet, ERP e Strumenti di produttività individuale, in un nuovo modello di Sistema Informativo e di Comunicazione che, per la sua centralità rispetto all’individuo, abbiamo definito il Virtual Workspace dell’organizzazione.
 
Le implicazioni strategiche, organizzative e tecnologiche di questo importante fenomeno di trasformazione sono rilevanti e impongono una nuova attenzione da parte di manager ed esperti di gestione strategica delle ICT.

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