Social Enterprise: l’energia sociale che deve essere liberata

// 09 Apr 2008 12:15

redazione

post aggiornato il 12 maggio 2008

L’evoluzione verso l’Enterprise 2.0 non è un processo semplice e immediato dal momento che, come abbiamo già detto più volte, presuppone un cambiamento profondo nei modelli organizzativi, nella cultura aziendale e nella predisposizione delle persone verso nuove dinamiche lavorative. Non esiste un unico percorso verso l’Enterprise 2.0, ma si possono evidenziare diversi approcci in relazione alle esigenze specifiche di ogni realtà aziendale.

Dall’analisi del posizionamento del panel di imprese sulle sei dimensioni è stato possibile individuare tre possibili modelli o percorsi verso l’Enterprise 2.0:

  • Social Enterprise, che puntano alla creazione di nuovi schemi di collaborazione, condivisione della conoscenza e gestione delle relazioni;
  • Open Enterprise, che vanno verso un forte allargamento e apertura dei confini del Virtual Workspace in termini di modalità di accesso e di attori esterni;
  • Adaptive Enterprise, che si focalizzano sulla flessibilità e riconfigurabilità nella gestione dei processi aziendali.

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Quello della Social Enterprise appare il profilo più adottato (24% dei casi) e rappresenta una grande opportunità e, al tempo stesso, una sfida per le aziende.

Con il termine Social Enterprise intendiamo l’evoluzione del concetto di community nel momento in cui si creano ambienti virtuali allargati in cui le persone, appartenenti anche a funzioni diverse, hanno la possibilità di organizzarsi autonomamente, scambiarsi conoscenza e collaborare per risolvere problemi e creare innovazione per l’azienda.

Si tratta di un approccio che, pur non partendo dalle tecnologie, può trovare un fattore abilitante in esse. Le tecnologie utilizzate comprendono sia gli strumenti presenti da tempo nei Sistemi Informativi – come document management, instant messaging, condivisione agende, ecc. – che strumenti innovativi di social computing mutuati dal web 2.0. I Blog, i Wiki, i Social Network, gli RSS e le Folksonomie possono permettere alle persone di interagire e condividere grandi quantità di informazioni, con tempi e costi sempre più contenuti, superando i limiti geografico-temporali e le barriere organizzative alla comunicazione ed al trasferimento della conoscenza, creando nuovi spazi di efficacia e flessibilità strategica ed organizzativa. A differenza dei servizi tradizionali, questi nuovi strumenti sono flessibili e si adattano facilmente alle esigenze e alle dinamiche lavorative delle persone che possono così definire autonomamente le modalità di interazione, di organizzazione delle conoscenze e degli ambienti di lavoro, abilitando processi collaborativi bottom-up.

Le tecnologie in questo caso possono aprire le porte e offrire nuove opportunità, ma il vero cambiamento dovrà però riguardare la cultura aziendale e delle persone in relazione alle logiche interne che comprendono una serie di regole, norme, routine e lotte di potere. Molte persone si dimostreranno inizialmente avverse a cambiamenti di questo tipo, ma l’azienda potrà trovare nella nuova generazione cresciuta con i social software e con una mentalità aperta alla condivisone e collaborazione in rete, il vero motore dell’evoluzione verso la Social Enterprise.

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