Il posizionamento dei vendor

// 14 Jul 2008 15:13

redazione

L’architettura dell’Enterprise 2.0 può essere pianificata e progettata, ma per essere poi attuata deve tenere conto dell’offerta delle tecnologie presenti sul mercato, che, in uno scenario nuovo ed innovativo come quello dell’Enterprise 2.0, risulta essere composita ed in continua evoluzione. Partendo dal modello E2.0, introdotto ed illustrato nel post precedente, la ricerca si è posta l’obiettivo di comprendere e confrontare le differenti dinamiche di mercato dei leader: IBM, Microsoft, SAP e Google.

Il posizionamento dei vendor 

IBM, forte di un solido posizionamento nell’area dell’infrastruttura e integrazione e di una presenza rilevante nelle soluzioni collaborative, punta a valorizzare il patrimonio applicativo già presente sui sistemi legacy dell’azienda  e a innovarne in modo deciso le infrastrutture tecnologiche, sfruttando competenze specifiche e consolidate nella consulenza ICT in azienda.

Microsoft, che da anni si sta muovendo verso un supporto a tutto tondo delle attività collaborative in azienda con le nuove soluzioni Office/Sharepoint, si focalizza principalmente sullo sviluppo di un linguaggio comune per far interagire l’utente e le applicazioni in modo integrato all’interno ed all’esterno dell’azienda, attraverso interfacce grafiche sempre più ricche, multimediali e interattive.

SAP, forte di 30 anni di esperienza nel supporto dei processi aziendali, prevede invece di centrare l’approccio al 2.0 sui processi dell’azienda e quindi sulle logiche di business che creano valore già con paradigmi tradizionali e che possono essere ulteriormente sviluppate utilizzando approcci in grado di garantire maggiore flessibilità. In quest’ottica l’offerta di SAP è legata a componenti standardizzati (le Enterprise SOA) quali mattoni elementari da orchestrare per costruire l’Enterprise 2.0.

Google, infine, grazie alla propria storia ed esperienza centrata sulla rivoluzione del web, fa leva soprattutto sulla presenza in rete e sulla capacità di gestire l’informazione, interna ed esterna all’azienda, con tecnologie e metafore di interazione nativamente 2.0: come sul web un’entità esiste solo se è accessibile e indicizzata, così anche una persona in azienda, un documento, un contenuto multimediale, esiste in modo utile solo se è accessibile e opportunamente contestualizzato.

Questi differenti approcci convergono verso una presenza in azienda di tecnologie informatiche più semplici, componibili e disponibili, che valorizzano le logiche elaborative già presenti (una volta riconfigurate come servizi) e ne sfruttano le sinergie con quanto offre la rete esterna. A maggior ragione, quindi, il modello architetturale Enterprise 2.0 deve essere declinato per ogni azienda in una configurazione obiettivo, anche rispetto all’offerta di mercato, e in una roadmap di attuazione della strategia ICT per l’Enterprise 2.0.

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